1()o pelle d'asino M a non dovette scendere a quell'estrema punizione: due giorni dopo, gli operai portarono la veste color del cielo. Il cielo cinto di nuvoli d'oro non fu mai di un più bell'azzurro, coinè quella veste distesa. La principessina ne ebbe molta tristezza, e non sapeva come fare a togliersi d'impiccio. Il Re la spingeva a decidersi, ed ella dovette ricorrere un'altra volta alla madrina, la quale, stupita che si fosse potuto compiere quell'opera meravigliosa, la consigliò di chiedere un'altra veste coloro della luna. Il Re, che non poteva rifiutar nulla alla figlia, richiamò quegli operai abilissimi, e comandò loro di portargli una veste colore della luna. E seppe comandare così energicamente, che entro le ventiquattro ore gli operai eseguirono i suoi ordini alla perfezione. La principessina, più affascinata da quella veste, che dalle premure del Re suo padre, fu ad-doloratissima quando ricevette il dono e si trovò fra le sue cameriere e con la madrina. La fata dei Lillà, che sapeva tutto, venne ancora in soccorso della addolorata principessina. — O io m'inganno a partito — disse — o io credo che, se voi domanderete una veste colore del sole, noi sventeremo tutto il progetto di vostro padre; poi che,"o non sarà possibile a nessuno, trovare una stoffa di quel colore, o almeno, guadagneremo tempo. La principessina ne convenne, chiese la veste, e il Re innamorato, si privò senza rammarico di tutti i diamanti e di tutti i rubini della Corona per aiutare quell'opera superba, comandando di non risparmiar nulla per render quella veste del colore del sole.