ROBINSON CRUSOE all'orizzonte il Picco di TenerifTa che è il punto più alto delle Canarie, per cui mi prese forte il desiderio di avventurarmi a quella volta nella speranza di raggiungere le isole. Per ben due volte mi ci provai invano, poiché sempre mi respinse il vento contrario, senza contare che il mare era diventato troppo grosso per la mia piccola imbarcazione. Risolsi pertanto di attenermi al mio primo disegno e continuai a costeggiare. Di quando in quando scendevamo a terra per far provvista di acqua e una mattina che eravamo ancorati sotto una scoscesa altura, Xury mi chiamò pian piano e, additandomi un punto della costa, mi disse: — Guardar là! Guardar là spaventoso mostro che a fianco di montagna dormir di grossa. Volsi lo sguardo nella direzione indicata e vidi infatti un temibile leone steso sulla spiaggia al riparo di un enorme dirupo. — Xury, — finsi io allora di ordinargli, — vai a terra ed ammazzalo. — Me ammazzar lui? — protestò il ragazzo. — Lui mangiar me in una bocca, — e col dire « in una bocca » intendeva significare « in un boccone ». Io non aggiunsi altro, ma intimato silenzio al negretto, caricai le tre armi di cui disponevamo: una con verghe di piombo, l'altra a palle e la terza a pallini. Presa quindi la prima, mirai alla testa della fiera; ma poiché essa giaceva con una gamba sollevata un poco al di sopra del naso, le verghe di piombo la colpirono al ginocchio, spezzandone l'osso. La belva si alzò di colpo, quindi ricadde emettendo orribili ruggiti. Presi allora il secondo moschetto, e questa volta ebbi il piacere di vederla stramazzare al suolo, dibattendosi non più di quanto faccia chi combatte con la morte. 42