N 0 T E. Ad illustrazione degli esemplari dei marmi estraibili nella provincia Veronese esposti dalle ditte Aschieri, Davide Venturi e marchese Ottavio di Canossa, credo opportuno aggiungere al- cuni cenni sui giacimenti di quella provincia, togliendoli in parte da un mio lavoro pubblicato nel 1870 a cura della Lega Indu- striale Veronese (Elenco delle pietre di cui sono aperte e possono aprirsi cave nella provincia Veronese. Camis, 1870), ed in parte da una relazione che estesi in unione al chiarissimo prof. Pel- legrini per incarico della Giunta Provinciale per la raccolta dei minerali che possono essere utilizzati .nelle arti edilizie e deco- rative, presieduta dall'onorevole cav. Stefano De Stefani, no- minata in relazione al Decreto 29 maggio 1872 del Ministero d'agricoltura e commercio. Per quanto si riferisce all'età geologica dei terreni, ài quali appartengono le cave di pietra e marmi, riporto letteralmente alcuni brani di una elaborata memoria sulla provincia Veronese ché l'egregio geologo sig. Enrico Nicolis ha diretto alla Giunta locale di Verona per l'Esposizione di Milano 1881. Ecco come esso concisamente si esprime : " Le roccie geologicamente più antiche della nostra pro- vincia, che affiorano nella profonda valle dell'Adige e nelle alte vallate di Squaranto e d'Ulasi, e che formano le dirupate vette del monte Baldo e del gruppo della Posta, sono le dolomie principali Retiche, e quelle Liassiche, i di cui minerali essen- ziali sono i carbonati di magnesia e calce. " Sono generalmente di colore bianco o roseo, senza appa- rente stratificazione, compatte, saccaroidi e granite. Non ven-