40 ■ Sezione I. — Classe 3.a tiverà per pozzi, di cui il più profondo dovrà raggiungere i 230 metri. Attualmente si estraggono circa -120 tonnellate di minerale per ogni 24 ore, e s'impiegano 600 operai. La miniera di Cavallino si trova ad est della precedente, e lo strato che vi si coltiva fa seguito a quello di S. Lorenzo. Esso ha la stessa direzione, con una inclinazione verso nord di soli 18°. Lo strato si mostra molto regolare ma meno potente (0m,50 a lm.20) e un po' meno ricco che a S. Lorenzo. La ric- chezza assoluta è del 14 % e la resa al calcarone dell'8 Procedendo sempre verso oriente, si trova la miniera del Gallo, in cui lo strato coltivato non è più lo stesso di quello in- contrato precedentemente, ma fa parte di una nuova assisa di- retta nord-ovest sud-est, e la cui inclinazione sud-ovest è con- traria a quella osservata a S. Lorenzo e a Cavallino. La miniera del Gallo è situata nella valle dell'Apsa di Urbino affluente della Foglia: dista 22 chilometri da Pesaro, cui è rilegata dalla strada provinciale. A misura che si vanno approfondendo i lavori, lo strato solfifero, avente lo spessore da 0m,60 a lm,20, diventa più regolare, e la sua inclinazione, che è di 44° all'affioramento, di- minuisce sino a rendere lo strato quasi orizzontale. Il minerale, la cui ricchezza è del 16 rende in media il 9 °/o al calcarone. Lo stesso strato del Gallo è coltivato, ovvero, per dir meglio, esplorato, alla miniera di Cà Pierucci o di S. Gianni, situata ad est della miniera suddetta, in Valzangona. Dalla disposizione degli affioramenti si prevede che, per raggiungere la massima profondità del bacino in questa zona, occorrerà spingere i pozzi sino a circa 300 metri. Il trattamento dei minerali si fa per lo più entro calcaroni situati presso la miniera, simili a quelli usati in Sicilia ; in mi- nor proporzione si eseguisce anche nei doppioni o forni a pi- gnatte od a storte. Alla miniera di S. Lorenzo sono stabiliti 18 calcaroni del diametro di 10 metri; l'altezza del mucchio di minerale è ordi- nariamente di lm,50.' Alla miniera di Cavallino vi erano 6 cal- caroni nel 1880, e col progredire de' lavori se ne dovevano im- piantare altri. Si trattano al calcarone i minerali di tenore medio. La fusione nei doppioni, per la quale si fa uso di altro com-