¡ Industria mineraria e metallurgica. 57 descritto, segnatamente nella dotta relazione dell'onorevole Sella sulle condizioni minerarie dell'isola di Sardegna. Occorre appena ricordare che la roccia incassante è il calcare silurico e la ganga è costituita di ocra, dolomite e quarzo. I filoni sono intercalati fra i banchi di calcare ed hanno una estensione nel senso dei banchi medesimi (che è prossimamente N-S) di un centinaio di metri. Lo spessore della zona metallifera perpendicolarmente ai banchi (ossia nella direzione E-O) è circa di 300 metri ; in ogni strato piombifero il minerale è concentrato in colonne, delle quali si rinvengono da una sino a sei per istrato. Circa l'estrazione e la preparazione meccanica sarà pure sufficiente un cenno sommario. L'estrazione si fa per vagoni lungo le gallerie di ribasso e dai cantieri superiori, e per gab- bie guidate attraverso il pozzo Vittorio Emanuele, profondo 165 metri, dai cantieri inferiori. La macchina di estrazione ha la forza di 40 cavalli. Per la preparazione meccanica vi è una laveria a mano composta di 18 classificatori (tipo Monteponi), 80 crivelli a doppia scossa, 10 round bncldles e 4 cassoni tedeschi; vi è inoltre una laveria mossa da forza idraulica con 6 crivelli idraulici continui e 2 tavole rotonde. Ai quali apparecchi vanno aggiunte le macchine per frantumare e classificare a secco, mosse da una locomobile della forza di 8 cavalli. Ma dove la miniera di Monteponi è sovra tutte le altre ri- marchevole, gli è nei suoi impianti e lavori per l'esaurimento delle acque. Fin dal 1863, nello intraprendere il pozzo Vittorio Emanuele, lo si muniva d'una pompa a vapore a trazione diretta della forza di 130 cavalli. Ma quando, al livello di 70 metri (al disopra del mare), cominciarono a comparire le acque le quali poi invasero tutte le parti inferiori della miniera, si riconobbe la ne- cessità di mezzi assai più potenti di estrazione di esse; e per- ciò s'impiantava, nel 1872, il pozzo Sella, di 145 metri di pro- fondità e 18 metri quadrati di sezione, in cui si collocarono due pompe a vapore della forza nominale di 500 cavalli ciascheduna, a trazione diretta e ad alta pressione, aventi metri 2.10 di dia- metro dei cilindri e metri 3 di corsa. Il vapore venne fornito da 12 caldaie a due bollitori. L'intero impianto fu compiuto nel di- cembre 1874. Ma l'effetto di esso non fu quale lo si aspettava: non si riuscì cioè a diminuire in modo sensibile il livello del-