LA QUESTIONE OPERAIA IN INGHILTERRA 405 Tenendo conto anche delle industrie meglio retribuite e che non ado- perano mano d'opera femminile, il salario medio generale degli uomini sarebbe di 21 s. 7. d. per settimana, più del doppio, cioè di quello delle donne. La ragione di questa enorme ditferenza va in primo luogo cercata nella diversa qualità e intensità del lavoro maschile e femminile; all'attività fem- minile sono lasciate quelle industrie, e, nella stessa industria, quelle occu- pazioni che richiedono minore sforzo, minor tensione, minore abilità, che sono per natura loro facili e più meccaniche, e che quindi sono retribuite con mercedi più basse. Questo fatto, che del resto è evidente, è confermato da numerosi passi delle deposizioni, e financo nell'industria tessile, che è una delle più aperte alle donne, la differenza tra i salari maschili e i femminili è dovuta o alla minor intensità, o alla maggior leggerezza del lavoro; le donne, ad es., non ripuliscono e riparano le macchine (1). Ma la ditferenza qualitativa o quantitativa tra il lavoro maschile e il femminile, non basta, da sola, a spiegare la divergenza nel saggio dei rispettivi salari. Vi sono industrie in cui le donne fanno esattamente lo stesso lavoro degli uomini o con differenze di niun conto valutate a pic- colissime somme, e pure anche in esse i salari delle une distano mol- tissimo da quelli degli altri. Un fabbricante di panni di Huddersfield, interrogato dalla Commissione quale salario sarebbe stato pagato ad una donna che facesse l'identico lavoro fatto comunemente dagli uomini, rispose che la mercede della donna sarebbe stata inferiore del 20 % circa a quella generalmente pagata agli uomini (2). Lo stesso avviene, e la inchiesta ne dà infiniti esempi, in quasi tutte le industrie e in quasi tutti i luoghi. Una notevole eccezione a questa regola è fatta però dall'industria tessile del Lancashire e di parte del Yorkshire, dove, secondo la deposizione di un rappresentante dell'Associazione mista dei tessitori delle Contee del Nord (Northern Counties Amalgamateci Association of Weavers) i salari sono uguali per gli adulti d'ambo i sessi: 28 o 38 s. il più alto, 12 s. il più basso; e questa parità di trattamento pare che debba attribuirsi al fatto che in quei due distretti, le tessitrici, che sono in maggioranza, hanno ade- rito in gran numero alle unioni artigiane maschili (3). Questa divergenza tra il salario della mano d'opera maschile e quello della femminile ha suscitato, nei luoghi e nelle industrie dove esse si trovano a fronte, un vivace antagonismo tra gli operai dei due sessi. Gli uomini lamentano che l'invasione della mano d'opera femminile diradi le loro file, accrescendo quelle dei disoccupati e tenda a far scendere i salari ad un livello bassissimo. Dove non v'è differenza specifica tra il lavoro maschile ed il femminile, come nell'industria tessile di parte dell'Yorkshire e nei (1) Minute» ofEcidence, Group. C, voi. I, 306-36, 7142, 4821-37, 5334-46. (2) ld„ ib„ voi. 1, 7142. (3) Id„ ib„ 1624-5.