552 P. JANNA CCONE che ogni anno esso pubblica sugli scioperi, sui salari, sui disoccupati, sulle unioni artigiane ed altri simili argomenti, esso ha dato vita ad un giornale, Labnur Omette, che è come un osservatorio del movimento operaio inglese ed estero ed una ricchissima miniera di notizie interessanti le classi lavo- ratrici. La maggioranza vorrebbe ancora che la sua opera fosse più estesa ed organica, dimodoché i materiali raccolti potessero facilmente < servire a quelle inchieste sistematiche sulle condizioni dell'industria, delle quali s'ha bisogno urgente e sempre crescente >. Nella seconda parte delle sue raccomandazioni, la maggioranza tratta delle principali cause dei conflitti industriali e dei rimedi che sarebbero più efficaci a farle cessare. Qui però essa si mostra inferiore al compito suo, e sulle più gravi questioni sorvola o si sofferma appena con visibile imbarazzo. Sui salari altro non dice se non che non crede di dover neppure discutere la proposta di un salario minimo legale. E sia: ma tutte le gravi lagnanze intorno al modo di pagamento dei salari, intorno al cottimo specialmente ed al sub- appalto non sono giunte all'orecchio della commissione, o ella crede che non meritino nessun riguardo? Intorno alla giornata di lavoro combatte con superficialità e scarsezza d'argomenti la riduzione ad otto ore, sia per legge, sia per iniziativa individuale, sia universalmente, sia limitata a qualche industria come la mineraria; mentre avrebbe dovuto, se non altro, occuparsi del sovratempo e dei gravi danni che ne derivano agli operai, minacciando la salute di quelli che lavorano e favorendo la disoccupazione degli altri. Agli scioperi per la delimitazione delle industrie ed a quelli per le controversie sul numero degli apprendisti, essa dice che nessuna norma legislativa potrebbe por rimedio, a meno di ritornare ai regolamenti medioevali. Veramente è difficile credere che non si possa far meglio degli statuti delle corporazioni e delle leggi d'Elisabetta, onde più prudente sarebbe stata la commissione se avesse detto che la risoluzione di tali dispute che sorgono soltanto nelle industrie più alte ed organizzate è oppor- tuno lasciarla ai contendenti stessi. Un poco più si ferma sulla questione della libertà del lavoro dei non unionisti chiedendo ch'essa venga tutelata da una più rigida applicazione delle leggi già esistenti: l'argomento avrebbe però avuto molto maggiore lume se qui avesse trovato posto la proposta di dare alle unioni artigiane personalità e responsabilità giuridica, la quale, benché firmata dalla maggior parte dei commissari della maggioranza, non è incorporata alla relazione. A tutela delle condizioni igieniche dei locali di lavoro ed a reprimere per quanto più è possibile lo sueating system, la commissione in ultimo raccomanda una più vigile e diffusa ispezione, la rigorosa applicazione delle leggi sulla salute pubblica e l'approvazione da parte del Parlamento d'una legge che imponga : 1° ai locatari di stabili destinati ad uso di locali di lavoro l'obbligo di farsi rilasciare dalla competente autorità pubblica un