490 I>. JAXXACCOXE si rifiutarono, se prima gli operai non avessero fatte proposte accettabili intorno ai salari. Il mese seguente i proprietari delle miniere si dichiara- rono pronti a far cessare lo sciopero, purché i minatori accettassero la riduzione del 10 % sul saggio pagato al tempo della cessazione del lavoro: oppure, ciò che tornava lo stesso, del 13 '/«percento sull'aumento del 35% fatto nel 1890 alla base concordata nel 1879; gli operai, da parte loro, dichia- rarono di non poter accettare che la riduzione del 7 Vi per cento all'aumento fatto a detta base: poi cedettero fino ad accordare il 10 °/0 su detto aumento, ma gli imprenditori non accettarono né questa proposta, né quella di sottomettere la controversia all'arbitrato. 11 conflitto si sarebbe forse ancora per lungo tempo protratto, ma le immi- serite condizioni dei minatori mossero il Vescovo di Durham.B. F. Dunelm, ad offrire la sua mediazione, proponendo la riduzione immediata della mer- cede del 10 °/0 sull'aumento fatto alla base del 1879, e la costituzione di un < Ufficio dei salari > ( Wages lioard), al quale fossero in avvenire deferite tutte le contestazioni sui salari. Ambo le parti accettarono, protestando però, ciascuna dal canto suo, d'essere dalla parte della ragione e di cedere soltanto per considerazione all' augusta persona e per non protrarre più a lungo un deplorevolissimo stato di cose. Altri scioperi di qualche conto furono quello delle < miniere di carbone Silkswort > avvenuto nel 1890-91 pure nel Durham, quello del Northum- berland del 1887, e quelli del Lanarkshire dall'87 all'89. In quel vasto gruppo che comprende le più alte industrie, quelle industrie cioè che gl'Inglesi chiamano skilled, vale a dir dotte, perchè vi si richiede un alto grado d'istruzione e di abilità tecnica, e che sono anche le meglio organizzate, quali sono la meccanica, la metallurgica e quella delle costru- zioni navali, alla causa perpetua e universale di scioperi, il contrasto sul saggio dei salari, se ne aggiunge un'altra tutta particolare : la demarcazione del lavoro. Per farsi un'idea chiara di questa nuova fonte di dispute, è indi- spensabile por mente a due cose : primo, allo stato di transizione in cui ora si trova l'industria della costruzione di navi; secondo, all'azione delle Trade Unions. Qualche tempo fa le navi si facevano in legno, ed alla loro costru- zione era addetta una classe di operai, detti shipicrights, o costruttori di navi. Fattosi comune l'uso delle navi inferro ed acciaio, questi shiptrrights si son visti togliere il lavoro da altre categorie di operai, quali i platers ed i rivetters; ed allora han cercato di rifarsi di detta perdita, prendendo per sè quei lavori che, come la costruzione e l'arredamento delle cabine, il mobilio della nave, ecc., erano prima esclusivamente affidati ai ship-joiners o fale- gnami di navi. Una simile rivalità esiste ancora tra i plumbers ed i fitters; i cui lavori spesso non differiscono di molto. I plumbers in fatto sono quegli operai che fanno tubi, principalmente di piombo, ma anche di ferro, rame, ottone, zinco, ecc., per la distribuzione dell'acqua e del gas, per l'impianto di lavatoi, cessi, ecc., sulle navi. I fiiters, invece, senza giungere al grado di quegli operai che lavorano intorno alla costruzione della nave,sono un poco più alti dei plumbers, perchè attendono alla costruzione di molti congegni