n TINDICF 47 ■■dei libri del meseBI Intervento Tormenti d'autore di Maria Corti Il Fondo Manoscritti di Autori Contemporanei dell'università di Pavia, uno dei più ricchi d'Europa e forse unico nella sua formula, è nato nel 1969 quando chi scrive decise di donare all'illustre Università lombarda una piccola privata raccolta di autografi di Montale, Gadda e Bilenchi. Nel 1973 lo Stato italiano riconobbe ufficialmente la donazione e il Fondo pavese, nel frattempo ampliatosi per altre donazioni e per acquisti, ha dato origine nel 1980 a un "Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei", aperto alla consultazione degli studiosi di tutto il mondo. Molteplici le ragioni di una tale impresa: salvare un materiale prezioso soggetto all'usura e agli errori di eredi inesperti e disattenti, impedirne la vendita all'estero, evitare il pericolo che i manoscritti finissero nelle mani di "amatori" e collezionisti, tendenti a sottrarre il materiale prezioso alla consultazione e alle ricerche degli studiosi. Infine, se la civiltà del computer dovesse in futuro eliminare o ridurre drasticamente presso gli artisti le operazioni manuali di scrittura, così utili allo studio della genesi e formazione dei testi, il Fondo testimonierebbe l'elaborazione scrittoria degli artisti dell'Otto e Novecento alla stregua con cui oggi biblioteche e musei conservano e offrono allo studioso codici, pergamene e altre testimonianze del Medioevo e del primo Rinascimento europeo. Il Fondo pavese contiene manoscritti di poeti e prosatori italiani, epistolari assai vasti, disegni di autore, sceneggiature, oltre a raccolte fotografiche e ad altro materiale di documentazione (nastri in cassette, appunti, prime edizioni rare). Gli autori presenti nel Fondo sono i più importanti nel contesto culturale italiano novecentesco: fra i poeti Umberto Saba, di cui si possiede enorme materiale variantistico, Eugenio Montale, che in vita donò al Fondo gli autografi delle varie fasi della sua opera poetica, a partire dagli Ossi di seppia (1925), Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo, Aldo Palazzeschi, Marino Moretti, Vittorio Sereni, Mario Luzi, Sandro Penna, Andrea Zanzotto, Pier Paolo Pasolini, Franco Fortini, i poeti della Neoavanguardia ecc. Fra i prosatori del Novecento mi limito a ricordare Corrado Alvaro, Alberto Moravia (di cui sono rarissi- mi i manoscritti), Riccardo Bacchel-li, Carlo Emilio Gadda, Romano Bilenchi, Ennio Flaiano (di cui si ha l'intera opera narrativa e diaristica), Alessandro Bonsanti, Italo Calvino, Guido Piovene, Giovanni Comisso, Alberto Arbasino, Paolo Volponi, Luigi Malerba, Luigi Meneghello. Di alcuni scrittori, come Camillo Sbar- baro o Carlo Levi, si hanno testi poetici, prosastici e lettere. Un posto di grande rilievo nel Fondo pavese hanno gli epistolari, per esempio l'epistolario a Romano Bilenchi di un migliaio di lettere dei principali scrittori, pittori e giornalisti degli anni Trenta e Quaranta, consente di dare nuova luce sia al- l'ambiente fiorentino delle Giubbe Rosse sia al movimento dei cosiddetti fascisti rivoluzionari. Prezioso l'epistolario a Montale come pure le lettere di Montale, Ungaretti e Vittorini, giunte per diverse vie al Fondo. E quanti frammenti della vita di una società letteraria in via di estinzione affiorano dal voluminoso epistolario ad Aldo Camerino, a Carlo Levi (e di Carlo Levi) oppure al linguista Benvenuto Terracini, di cui erano corrispondenti Leo Spitzer e il Salvioni. Spesso gli autografi riservano due tipi di sorprese: l'uno è dato dai vistosi interventi d'autore, dal cumulo di varianti in scrittori da cui meno ce lo aspetteremmo (Italo Calvino, per esempio). Per curiosità: fra i mano- scritti più tormentati quelli di Gadda e, in rapporto ai viventi, quelli di Bu-falino. L'altra sorpresa viene dalla frequenza di disegni, figurine stilizzate, simboli affiancati a penna ai testi (da Flaiano a Buzzati, a Fortini). Negli ultimi anni il Fondo si è esteso in direzione non solo dei primi decenni del secolo, ma dell'Ottocento: fra i primi acquisti ottocenteschi (nel 1979) 71 lettere di Paolina Leopardi; inoltre testi di D'Annunzio fine Ottocento e dell'Aleardi. Fra gli ultimi l'intera opera di Emilio De Marchi con una cinquantina di testi narrativi e teatrali inediti; inoltre un epistolario di più di 40 lettere a Luigi Capuana (di Zola, Verga, D'Annunzio, Croce, Pirandello, De Roberto, Mar-radi, Rapisardi, De Amicis ecc.). Infine, veramente dulcis in fundo, il grande collezionista e studioso del Foscolo Gianfranco Acchiappati ha deciso di donare al Fondo pavese la preziosissima "Raccolta Foscoliana Acchiappati", contenente 57 autografi di Ugo Foscolo, di cui 53 lettere, che abbracciano il trentennio Le immagini di questo numero sono tratte da Stanley Morrison, A Collection of Seventy-two Writing Books and Specimens from the Ita-lian, French, Low Countries and Spanish Schools, Milano, La Bibliofilia, 1962. 1800-1827; donazione di pertinenza anche particolare per i rapporti fra Foscolo e l'Università di Pavia, dove il poeta tenne le sue sole lezioni universitarie. Esiste un Catalogo del Fondo, edito da Einaudi nel 1982, esaurito e in attesa di aggiornamento; successivamente due Cataloghi, dal titolo Autografi, sono stati stampati nel 1988 e nel 1989 in occasione di due mostre a cura rispettivamente dell'Amministrazione Provinciale di Pavia e della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara. Il Fondo vuol essere la manifestazione di un dialogo segreto e continuo che i testi letterari instaurano con i loro lettori. riNDfCF ■Idei libri del ueseM Comitato di redazione Alessandro Baricco, Piergiorgio Battaglia, Gian Luigi Beccaria, Riccardo Bellofiore, Giorgio Beri, Eliana Bouchard (redattore capo), Loris Campetti, Franco Carlini, Cesare Cases, Enrico Castelnuovo, Guido Castelnuovo, Gianpiero Cavaglià, Anna Cbiarloni, Alberto Conte, Sara Cortellazzo, Lidia De Federicis, Achille Erba, Aldo Fasolo, Franco Ferraresi, Delia Frigessi, Claudio Gorlier, Martino Lo Bue, Adalgisa Lugli, Giuliana Maisto, Filippo Maone (direttore responsabile), Diego Marconi, Franco Marenco (vice direttore), Luigi Mazza, Gian Giacomo Migone (direttore), Cesare Piandola, Dario Puccini, Tullio Regge, Marco Revelli, Gianni Rondolino, Franco Rositi, Giuseppe Sergi, Lore Terracini, Gian Luigi Vaccarino, Anna Viacava, Dario Voltolini Redazione Eliana Bouchard, Lidia De Federicis, Delia Frigessi, Franco Marenco, Gian Giacomo Migone, Luca Rastello, Marco Revelli, Sonia Vittozzi Segreteria Mirvana Pinosa Ricerca iconografica Maria Perosino Art director Enrico Maria Radaellì Progetto grafico Agenzia Firella Góttsche Redazione Via Andrea Doria, 14, 10123 Torino, tel. 011-546925 fax 543741 Ufficio pubblicità Emanuela Merli Via S. 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Pettinengo 39, 00159 Roma ZIE aesthetica / C edizioni Aristotele Scritti sul Piacere Sono anche in libreria Friedrich Schelling Le arti figurative e la Natura Friedrich Schlegel Frammenti di Estetica H'ans Sedlmayr La Luce nelle sue manifestazioni artistiche Francis Hutcheson L'origine della Bellezza Lucia Pizzo Russo Il disegno infantile Storia teoria pratiche Friedrich Schleiermacher Estetica Pseudo Longino Il Sublime Edmund Burke Inchiesta sul Bello e il Sublime Cesare Brandi Segno e Immagine Marc-Antoine Laugier Saggio sull'Architettura Baltasar Graciàn L'Acutezza e l'Arte dell'Ingegno Guido Morpurgo Tagliabue Anatomia del Barocco A cura di Mario Battaglini e Maria Pia Critelli Miriam Makeba TESTIMONI ITALIANI DELLA RIVOLUZIONE LA MIA STORIA Splendido volume 30 x 25, rilegato in tela, raccoglie i testi di Giacomo Casanova (inedito), Filippo Mazzei, Antonio Greppi, Giambattista Casti, Paolo Zaguri e Giuseppe Gorani e una documentazione iconografica di 90 acqueforti e 24 incisioni. L'autobiografia di uno dei personaggi più famosi sulla scena intemazionale per il grande talento artistico, la forza d'animo e l'intelligenza nella lotta contro l'odioso regime dell'apartheid.