alle aspettative degli esportatori italiani di frutta e verdura. I contingenti di vino e succo di frutta sono essi pure ancora troppo bassi. Al contrario, l'industria tessile italiana può essere soddisfatta, poiché si è assicurata uno smercio considerevole di filati di raion, seta greggia, filati di canapa e tessili affini. I prodotti dell'industria tessile ita- liana godono in Germania di un favore sempre crescente. Se da parte italiana esistono obiezioni giustifi- cate e proposte di miglioramento, anche da parte tedesca vi sono lagnanze che non si possono re- spingere senz'altro. Il contingentamento delle importazioni è così ri- gido che i prodotti industriali finiti hanno speranza di arrivare in Italia soltanto quando essi non pos- sono essere già fabbricati dall'industria italiana. Dal lato positivo si deve citare la buona volontà del Governo italiano e del mondo degli affari a cui va la gratitudine specialmente dei compratori tedeschi in Alta Italia. Nonostante le vicende della guerra, già nel 1947 non si poteva più parlare di un risentimento politico verso i tedeschi o le merci tedesche. In un clima di libertà incondizionata e liberalità, gli uomini d'affari tedeschi potevano at- tendere al proprio lavoro, quando il sistema degli uomini di paglia era ancora molto diffuso. La Ca- mera dì Commercio italo-tedesca di Milano, il cui lavoro efficente e pieno di abnegazione sotto que- sto punto di vista non può essere mai sufficien- temente apprezzato, riprese di nuovo l'attività in- terrotta a causa della guerra. Un particolare rin- graziamento merita poi l'Istituto Nazionale per il Commercio Estero che sempre si mise a disposi- zione con grande cortesia e prontezza per media- zioni di ogni specie e senza il cui appoggio utile — che nella Germania Occidentale non è ancora conosciuto abbastanza — molte cose non si sareb- bero potute realizzare. Sarebbe desiderabile che la questione delle proprietà tedesche venisse definiti- vamente risolta e potesse essere tolto il sequestro a numerose ditte tedesche. La soluzione del pro- blema dipende certamente non solo dal Governo italiano, ma anche dall'Autorità alleata, che do- vrebbe porre termine a questa incerta posizione giuridica dei tedeschi in Italia. Affetti della svalutatone della sterlina e prospettive per una unione economica europea. La svalutazione della sterlina ha avuto forti ri- percussioni nei due Paesi. Mentre tuttavia le espor- tazioni, per la Germania non hanno subito nessuna sostanziale variazione, tanto per quanto concerne i mercati esteri, quanto anche per la formazione dei prezzi, l'Italia si è trovata di fronte a una situazione considerevolmente peggiorata. Per la sva- lutazione del 9 % circa rispetto al dollaro (la nuova parità del DM. della Germania Occidentale rispetto al dollaro è stata abbassata a circa il 27 %), i pro- dotti italiani già di per sè molto cari, troveranno difficoltà a spuntarla contro la concorrenza stra- niera in gran parte più a buon mercato. Ciò ha importanza naturalmente anche per le esporta- zioni in Germania che, dopo la svalutazione della sterlina, dovrebbero rincarare, a meno che non se- gua ima certa riduzione dei prezzi da parte dei produttori ed esportatori italiani. Non sarà facile trovare subito un accomodamento che, tuttavia, è indispensabile. * * * Il problema principale che occupa oggi gli uomini di Stato e gli economisti di tutta l'Europa è la liberalizzazione del commercio e la creazione di una unità economica europea che, dopo gli infelici ten- tativi di unione doganale, ne dovrebbe rappresen- tare il primo passo. Sia l'uno che l'altro Paese hanno già intrapreso grandi sforzi verso la libera- lizzazione del commercio. Così in Italia, negli ul- timi due anni, fu liberato dalla prescrizione dì con- tingentamento il 40 % ed oltre della importazione. Tuttociò appare senza dubbio sotto una forma un po' diversa, se non si considera tanto la percen- tuale, ma se si prendono in esame più accurato le categorìe di merci studiate. Un simile quadro è rivelato dalle ultime liste tedesche. Tuttavia è sempre un principio e col tempo seguiranno anche altri gruppi di merci che per il momento sono an- cora contingentate e protette. Ci sembra assai importante, per ciò che concerne una unione economica europea, mettere in evidenza le voci che in Italia e in Francia perorano per l'incorporazione della Germania Occidentale nella formazione del FIBENEL. Ci si convince sempre più che questa unione senza la Germania Occi- dentale rappresenta soltanto una mezza misura anzi sia già persino condannata in precedenza a un insuccesso. A questo proposito, si parlò di una unione doganale italo-tedesca. Senza dubbio fra i due Paesi esistono condizioni essenzialmente più favorevoli che non quelle, per esempio, fra la Fran- cia e l'Italia, le cui economie presentano solo pochi fattori complementari. Poiché tuttavia, per il piano del FIBENEL, ima eventuale unione doganale fra l'Italia e la Germania è divenuta improbabile, la inclusione delle tre Zone Occidentali appare tanto più giustificata. La visita del prof. Erhards a Pa- rigi aveva, fra l'altro, lo scopo di compiere son- daggi a riguardo della questione, poiché le più forti resistenze per l'incorporazione della Germania Oc- cidentale sembrano provenire da parte francese. Naturalmente hanno molta importanza, in rela- zione a tutto ciò, le considerazioni psicologiche e anohe quelle economiche. E' comprensibile che la Francia cerchi di evitare una unione con la Ger- mania, piuttosto che con l'Italia e con gli Stati del Benelux. Da principio sarà molto difficile vin- cere il timor-e della concorrenza da parte dell'in- dustria francese. Benché i piani per una più ampia collaborazione economica europea, fino ad oggi, siano ancora una aspirazione per il futuro, crediamo tuttavia che appunto l'Italia e la Germania Occidentale possano dare un largo contributo al successo di un pro- getto tanto coraggioso e imprescindibilmente neces- sario alla vita dell'Europa. Il dr. Von Maltzan, dirigente del commercio te- desco che gentilmente mi comunicò le sue impres- sioni sulle possibilità dello sviluppo del commercio italo-tedesco e sui suoi problemi, ha messo in evi- denza la necessità che il volume commerciale fra i due Paesi fosse ancora aumentato. Con grandis- simo interesse egli segue costantemente il processo di sviluppo proprio in questo settore, e da parte sua farà tutto il possìbile per togliere di mezzo eventuali ostacoli e disaccordi. Le relazioni tradi- zionalmente cordiali e amichevoli fra l'Italia e la Germania dovrebbero essere rinvigorite e apvrofon- dite proprio nel campo economico. Il dr. Von Maltzan spera, così ci ha assicurato, di potere nel prossimo anno visitare di nuovo la Fiera di Milano per documentarsi, sul luogo, intorno allo sviluppo dell'economia italiana, per cercare nuove possibi- lità di scambio e mediante il contatto personale con le Autorità italiane stringere nuovi e più saldi legami. Molto soddisfacenti sono le relazioni delle Auto- rità tedesche del Commercio estero con l'addetto commerciale a Francoforte, dr. Morante, che, gran conoscitore della Germania, lavora ormai da anni per creare stabili rapporti commerciali. Il Mini- stero degli Esteri italiano non avrebbe potuto sce- gliere, per questo incarico, una personalità più adatta poiché si deve in gran parte alla sua instan- cabile attività la realizzazione di numerosi accordi e una comprensione reciproca sempre crescente. Da un lato e dall'altro esiste molta buona vo- lontà e noi chiudiamo queste note augurandoci che l'ottimismo e la fiducia servano a superare gli ostacoli ancora esistenti e rendano la collabora- zione fra i due Paesi sempre più ampia e fruttifera. w n.i.w i hm:u von bkrgfn 8 * (¿taiiaelit òconouiLelie.