PERSONE & IMPRESE persona in un itinerario che, col passare del tempo e le evoluzioni inevitabili connesse, possa continuamente "tenere deste" le risorse di intelligenza e capacità necessarie ad affron- tare le sfide che il mondo propone, nell'interes- se naturalmente anche dello sviluppo dell'impresa stessa? Questa domanda acquista anche più valore se riferita all'evoluzione macroeconomica accennata all'inizio, alla quale si può aggiungere la considerazione, non irrilevante, che il fenomeno del cambiamento continuo rende strutturale la perpetua riorga- nizzazione delle imprese, e può rendere struttu- rale la periodica espulsione di risorse anche apparentemente qualificate. Così, il problema è quello di cominciare a tenere sotto controllo l'evoluzione umana e professionale della per- sona fin dal primo giorno, per evitare di diven- tare responsabili di un processo di obsolescenza spesso anticipata della professio- nalità, perché magari si è trattenuta una perso- na per 10 anni in una attività unica quando si poteva farla ruotare, e a soli 30/35 anni ci si trova di fronte qualcuno che si è già "seduto" e non è preparato a cambiare attività o approccio. Appare persino stucchevole ritornare in questa sede al tema tradizionale della formazione, già ampiamente trattato, ma può essere sufficiente ricordare che l'allenamento cui si fa riferimen- to attiene a tutto il sistema di gestione delle risorse umane, fatto anche e principalmente dal modo con cui ogni giorno si guida la persona a svolgere i propri compiti, per arrivare natural- mente fino alla continua attenzione alle moti- vazioni più profonde che, evolvendosi nel corso della vita, possono essere sostenute con un atteggiamento che aiuti perlomeno a supera- re positivamente le fasi più critiche del ciclo esistenziale e professionale. Il problema, ancora, è sviluppare una continua attenzione all'organizzazione del lavoro che, seppure in continuo cambiamento per adeguar- si alle evoluzioni dello scenario socio/econo- mico/tecnologico, dev'essere guidata e controllata in questa evoluzione per evitare che "sfugga di mano", cioè che porti a modalità di impostazione del lavoro non coerenti con una logica di efficacia e di adeguatezza delle perso- ne: rivolgere attenzione, quando si modifica per esempio una tecnologia produttiva, alla riorganizzazione dei flussi di lavoro per un adattamento efficace degli stessi sia alla nuova tecnologia che alle restanti modalità organizza- tive. "Progettare" l'organizzazione -nei limiti del possibile, naturalmente- con uno sguardo rivolto al futuro, finalizzato a immaginare fin da ora le migliori e più efficaci soluzioni orga- nizzative. Conducendo quindi in modo adeguato questo processo, l'identificazione delle persone da allontanare dall'impresa è il culmine di una riflessione nella quale si sono studiate tutte le possibili soluzioni alternative, non una frettolo- sa decisione di espellere delle risorse perché si ritiene, superficialmente, che sia la migliore soluzione del momento per contribuire a ridare competitività all'impresa. Ciò contribuisce a rendere meno ansiogeno un momento decisio- nale che, seppur grave nelle conseguenze, ha alle spalle una sufficiente serenità di imposta- zione, che garantisce sia l'impresa che natural- mente le persone coinvolte. In conclusione, quindi, l'uscita dall'impresa è un momento integrante del più generale pro- cesso di dialogo tra soggetto-impresa e sogget- to-persona che si instaura durante la loro vita reciproca; questa considerazione acquista ancor più peso se si prende in esame il fatto, citato e sviluppato in altri articoli, che il pro- cesso di sviluppo delle persone è sempre di più l'affronto di problemi nuovi a partire dal baga- glio di competenze e capacità accumulato nel percorso professionale, e perciò anche il pas- saggio da un'impresa all'altra, o da un'impresa ad altre forme di attività, anche ripetuti nel tempo. Affrontare questo momento con la stes- sa serietà e competenza che contraddistinguono gli altri "fa bene" sia all'impresa che alla per- sona, perché li mette entrambi nella giusta posizione per affrontare con serietà il futuro. Una fase drammatica diventa quindi un'oppor- tunità per entrambi, e apre nuove strade per l'ingresso nel futuro. 1 13