N. 3, PAG. 26/XIV MARZO 1996 Teatro Renzo Guardenti, Le fiere del teatro. Percorsi del teatro forain del primo Settecento, Bulzoni, Roma 1995, pp. 265, Lit 34.000. Il 14 maggio 1697, un'ordinanza di Luigi XIV pose fine all'attività dell'Ancien Thèatre Italien, compagnia che aveva raggiunto una posizione di primaria importanza nella vita teatrale parigina. Da quei momento prese il via la crescita e la diffusione di quei piccoli teatri "non ufficiali" — per l'appunto i teatrini foraines — che, seppur in perenne contrasto con i teatri ufficiali, ebbero una lunga vita e un loro peso specifico nel circuito teatrale parigino, fino a trovare un punto d'arrivo, nel 1762, con la fusione tra l'Opéra Comique e la seconda Comédie Italienne. Di questi teatrini non ci sono rimasti né storie sistematiche, né tantomeno gli edifici che li ospitarono, ma una ricca e gustosa aneddotica che purtroppo, secondo Guardenti, rischia di sviare la prospettiva storica assai più di quanto l'aiuti. I saggi introduttivi di questo volume mirano perciò a individuare alcune chiavi di lettura della vita del teatro forain nei primi anni del Settecento, secondo tre principali diret- trici: l'analisi dell'impresariato teatrale forain, l'eredità sia drammaturgica che professionale di matrice italiana, e infine lo sviluppò e la struttura, particolarmente versatili e originali, di una drammaturgia autonoma. Ne emerge la visione di un teatro "alternativo" al circuito ufficiale ma non per questo meno importante, che getta le basi per lo scavalcamento della struttura ca-pocomicale della Commedia dell'Arte verso uno sviluppo dell'impresa teatrale secondo la logica moderna. Vengono infine presentate alcune commedie inedite, in francese, allestite alle Foires de Saint-Germain e Saint-Laurent fra il 1711 e il 1715. Alessandra Vindrola Carmelo Bene, Opere, Bompiani, Milano 1995, pp. 1565, Lit 90.000. Carmelo Bene non è semplicemente un interprete del teatro contemporaneo italiano, è quasi un mito: incarna, letteralmente, "un teatro a sé", di cui è ideologo e corpo al tempo stesso. Questa sua importanza per i destini di certa scena (e cultura teatrale) italiana gli viene ampiamente riconosciuta ora dall'inserimento in questa collana della casa editrice, che ha — L'INDICE ^■□e! libri del mese c-lvc-ctc- non a caso — preceduto di poco il prestigioso premio speciale Ubu attribuito a Bene il dicembre scorso per il suo "ritorno" in teatro, con lo spettacolo Hamlet Suite. Sin dalle prime pagine di questo volume si entra direttamente nell'universo di Bene che, anziché un'introduzione o una nota critica, offre una personale "Autografia d'un ritratto" che immette nel cuore del suo linguaggio, della sua epigrammatica trasgressione, nella sua idea di teatro. Uno sguardo critico ed "esterno" si trova invece in chiusura di volume, quando la parola viene ceduta a quanti hanno seguito il percorso artistico di Carmelo Bene, dagli anni sessanta a oggi, con attenzione e coinvolgimento: da Goffredo Fofi a Ennio Flaiano a Giuseppe Bartolucci, da Deleuze a Klossowski, da Enrico Ghezzi a Franco Quadri. Alessandra Vindrola Musica Carlo Migliaccio, Musica e utopia. La filosofia della musica di Ernst Bloch, Guerini e Associati, Milano 1995, pp. 157, Lit 22.000. Il testo che qui si presenta inserisce l'opera di Ernst Bloch all'interno dell'ampia corrente culturale (esaminata nella prima parte del libro) che, dal romanticismo alle avanguardie, ha visto nella musica l'arte privilegiata per far percepire l'approssimarsi della fine del mondo nel segno della trasgressione delle norme e delle codificazioni dominanti. In questo senso la musica è arte utopica, per suo tramite pre-appare il Regno. Secondo Bloch, il sinfonismo beethoveniano e lo Sprachgesang di Schònberg (via Wagner e Mahler) vengono a rappresentare i poli temporali estremi attorno ai quali si percepisce, musicalmente, la possibilità del messianismo. Il testo, per questi motivi, si struttura correttamente intor- no al concetto di oscurità dell'attimo vissuto, considerato come motore della riflessione biochiana anche in ambito musicale: la chiarificazione dell'attimo (musicalmente intravista) è il Regno che s'impone. Ciò conduce l'autore a riconoscere il carattere prettamente filosofico e non musicologico dell'analisi bio-chiana evidenziandone le differenze rispetto ad altre interpretazioni, segnatamente quella schopenhaue-riana e quella adorniana, e delineandone l'evoluzione con le sue costanti e le sue fratture nel passaggio dallo Spirito dell'utopia al Principio speranza. Nicola F. Pomponio Nuovi strumenti L'enciclopedia della musica, consulenza generale e coordinamento scientifico di Alberto Basso, De Agostini, Novara 1995, pp. 1215, Lit 59.000. Storia della musica, parte dell'Enciclopedia tematica aperta, dizionario a cura di Mario Pasi, Jaca Book, Milano 1995,2 voli., pp. 398 + 416, Lit 290.000. Il primo gioco da fare con un'enciclopedia seria e preziosa come questo nuovo parto di Alberto Basso è quello di andare a cercare le sviste: ce ne sono di grandi (mancano Tom Waits e la Cité de la musique) e di piccolissime, a testimoniare una volta di più che la perfezione non è di questo mondo. Il secondo gioco è quello di contare le righe dedicate ai Grandi (in un'enciclopedia sono sempre un dato importante): gli autori di repertorio non regalano dati eccitanti, né lo fanno quelli di musica leggera; però Berlo ha 38 righe e Boulez 44; Kurt Weill 23 e Stockhausen 40; Cole Porter 9 ei compositori milanesi che ruotano intorno allo studio Agon il doppio. Finiti i giochi resta da dire che l'enciclopedia è senz'altro la più valida e aggiornata tra le opere analoghe in circolazione e che l'appendice con l'analisi di diverse decine di capolavori musicali (curata da Luca Minguzzi) è — nonostante l'arbitrarietà assoluta di alcune scelte — quanto di meglio si poteva fare. Comodità del volume, infine, sono le numerose tabelle riassuntive (le più note arie d'opera, i più grandi complessi rock e pop, i più celebri cornisti...), mentre forse qualche esempio musicale in più avrebbe giovato alla chiarezza generale. I volumi della Jaca Book devono invece il loro valore a un'idea editoriale affascinante: solo un'enciclopedia aperta può tentare di rappresentare il presente e solo tenendo in moto la macchina che lo organizza si può pensare di afferrare il sapere. Ben vengano dunque, nel progressivo svilupparsi del piano redazionale, i due tomi intitolati Storia della musica. La struttura dei due libri, così come avviene per quelli dedicati ad altre discipline, prevede alcune prolusioni iniziali e poi un dizionario. Le prolusioni — che vorrebbero assomigliare a tanti discorsi per inaugurazioni di nuove cattedre in un organismo accademico, e che in parte sono pubblicate dalla Jaca Book anche in volumetti indipendenti — sono di livello e qualità molto differenti: quella di Guido Tartoni su Storia e tecnica del canto lirico e quella sulla musica contemporanea curata da Heike Staff, ad esempio, sono molto accurate, quella di Lino Britto su Musica, Informazione, Comunicazione è invece un insieme di informazioni di tipo giornalistico e banalità, e almeno un altro articolo (quello di Lidia Bramani sulla composizione musicale) non è affatto al livello delle promesse editoriali. Il dizionario, le cui voci sono tutte siglate, sceglie un numero circoscritto di personaggi e argomenti ma, se esibisce un piacevole e sacrosanto sbilanciamento critico degli autori sui temi trattati, compie scelte di campo quantomeno bizzarre. Un esempio: non manca il nome di un solo cantante ma sono assenti tutti i direttori e gli interpreti non vocali. Preziose e numerose sono in compenso le tavole a colori che completano il lavoro degli autori. Nicola Campogrande TERESA DE LAURETIS sui generis Scritti di teorìa femminista Traduzione di Liliana Losi Con quali discorsi produciamo la differenza sessuale? Quanta madre c'è nella sessualità femminile? Da dove vengono le storie e il desiderio di raccontarle? Una ricerca sui generi sessuati, un percorso sui generis che interpella psicoanalisi, semiotica, cinema, letteratura, womeris studies. EVA CANTARELLA passato prossimo Donne romane da Tacita a Sulpicia Dee, regine mitichev eroine e donne realmente esistite. E la storia di un lungo silenzio, quello della donna; ma anche la nascita della complicità tra i sessi. A Roma, per la prima volta nella cultura dell'Occidente, si forma un modello di rapporto destinato a durare sino alle soglie del Duemila. MOHAMMED ABED AL-JABRI la ragione araba Traduzione di Alessandro Serra Da uno dei massimi pensatori contemporanei, la proposta di una terza via tra fondamentalismo e modernismo: per una coscienza araba emancipata, capace di contribuire attivamente alla costruzione di una società universale. WILL KYMLICKA introduzione alla filosofia politica contemporanea Traduzione di Rodolfo Rini Agli schematismi di destra e di sinistra, uno dei più importanti filosofi politici della nuova generazione oppone uno studio che ci riporta alle fondamenta della filosofia, a quelle intuizioni del giusto e dell'ingiusto che appartengono a tutti noi. giustizia e liberalismo politico Introduzione e cura di Salvatore Veca A che punto è il dibattito sulla giustizia? Come si è evoluto? Qual è la scena sociale in cui si svolge? E la scena teorica? Uno strumento prezioso per districarsi nelle teorie filosofiche sulla giustizia e la democrazia. ANTONIO PRETE il pensiero poetante Saggio su Leopardi Nuova edizione di un testo ormai classico della critica letteraria. Antonio Prete rivisita i luoghi dello Zibaldone, una foresta vivente di libri e di sogni, un fitto dialogo tra pensiero e poesia. "Interzone" PIERRE LEVY l'intelligenza collettiva Per un'antropologia del cyberspazio Traduzione di Maria Colò Il virtuale si fa più concreto che mai: l'immaginazione esce dall'intimità e viene messa in comune; il sapere si accresce, attraverso il suo scambio ininterrotto. Una mappa della "democrazia in tempo reale" e dei nuovi prototipi mentali del cyberspazio. Feltrinelli