-125-, minata area, fissati in sede di programmazione comprensoriale. Prescindendo dalle direttive CEE, di cui si è detto, il pia_ no agricolo zonale dovrebbe favorire l'incontro degli imprenditori agricoli dell'area e il nascere di iniziative (anche utilizzando i gli incentivi in atto della politica agraria) sia a livello di in frastrutture pubbliche o comuni, che a livello di riordino fondiario, attraverso scambi di particelle, accorpamenti spontanei, ingrossa- menti e riorganizzazioni aziendali, ottenibili con la creazione di società, cooperative, ecc., come prima illustrato. Con le direttive CEE e in relazione a quànto detto in preceden za, ai piani agricoli zonali dovranno essere riconosciute precise fun zioni in relazione all'attuazione simultanea e coordinata della 1" e della 2"direttiva con riguardo all'area oggetto del piano. Attraverso l'incontro tra gli agricoltori interessati, neces_ sario per la formulazione del piano agricolo zonale, si potranno in fatti -cnn la debita assistenza dell'Ente di sviluppo e dei Consulenti socio-economici previsti dalla 3~direttiva- delinearè le modalità a£ tuative e il coordinamento dei piani di sviluppo relativi alla 1 direttiva e le operazioni di abbandono regolate dalla 2? Inoltre, nel quadro del piano agricolo zonale, si potrà meglio individuare la gamma di possibili soluzioni, a livello aziendale, dei problemi di sviluppo e ristrutturazione dell'agricoltura, così da fornire ulteriori elementi, accanto alle "aziende di riferimento" cui prima si è accennato, per la formulazione dei singoli piani azien