38 - vità - quella della "marginalità economica" non sia sufficiente se non accompagnata da problemi che intervengono sulle strutture e sull'or ganizzazione del punto di vendita. Si tratta di problemi che attengo no in genere all'età avanzata del titolare, al suo stato di salute, sui quali influiscono in modo determinante anche le modificazioni che in tervengono sulla situazione familiare in senso più ampio, quali la di sponibilità del coniuge, dei figli e di quanti integrano il complesso rapporto di collaborazione tipico di queste attività. Non molto dissimile è l'osservazione emergente per quanto concerne i punti di vendita a gestione femminile per i quali i rapporti di integrazione collaborativa sono ancora più stretti e determinanti; il venir meno di certi equilibri organizzativi-strutturali pone proble mi che superano gli stessi aspetti gestionali-reddituali. Le difficoltà di interpretare segnali caratterizzati da forti disomogeneità fanno sì che le valutazioni emerse dall'esame condotto sui singoli gruppi di negozi non possono che offrire spunti per una pr_i ma e parziale diagnosi sulle tendenze in atto nel comparto tradiziona le. La disomogeneità è legata all'estrema difformità di situazioni su cui interviene una molteplicità di fattori autocorrelati, difficili da pesare ed organizzare anche con l'analisi fattoriale. Alcuni aspetti dell'impresa tradizionale necessitano di elementi conoscitivi oggi non disponibili senza l'effettuazione di apposite indagini mirate. Da questa prima osservazione campionaria, peraltro già piuttosto articolata, si possono sintetizzare due ordini di riflessioni: in primo luogo gli operatori commerciali hanno acquisito, pressoché uni versalmente, che il mercato è sottoposto a forti pressioni di modifica