- 3 - cosiddetto dettaglio tradizionale e quello del dettaglio moderno;il pri mo caratterizzato - distinguendo ad un livello molto generale - da im prese relativamente statiche (cioè poco reattive agli stimoli di merca to) ed in media scarsamente efficienti.il secondo da imprese maggiormente innovative ed efficienti. Nell'ambito di questi due sottosistemi, giocano poi una serie di elementi di differenziazione fortemente variegati, le cui nature sono tuttavia rappresentabili, per la gran parte di essi, attraverso due fondamentali categorie di variabili: variabili economiche e variabili strutturali. Le prime riflettono le varie caratteristiche più propriamente economiche dei punti di vendita. In tale categoria rientrano ad esempio il margine percentuale, il coefficiente di servizio (numero di addetti per metro quadrato), il coefficiente di produttività per addetto ecc.. Le seconde, se considerate autonomamente, sono invece un indicatore di tipo quali-quantitativo e consentono di definire un'ampia gamma di tipologie dimensionali. Nella realtà di mercato, le dinamiche di interrelazione e di reci proca influenza che si instaurano fra le diverse variabili, definiscono un panorama di peculiarità talmente complesso e diversificato da rendere estremamente disagevole, ad uno sguardo preliminare, l'indi viduazione di tipologie sufficientemente aggregative. In tale caso, in fatti, quasi ogni singola impresa commerciale sembrerebbe costituire un mondo a sé, con caratteristiche del tutto specifiche ed originali. Il panorama sopra delineato, che, come si è detto, caratterizza la realtà del mercato della distribuzione al dettaglio tradizionale,qua lifica anche in modo molto evidente - come si avrà occasione di sottolineare nel corso del lavoro - il nostro campione, definendo un qua dro estremamente complesso di interrelazioni tra variabili.