1) la maggior parte delle aree ad alta intensità di lavoro è costituita da territori collinari in cui predomina la viticoltura, la cui redditività è generalmente alquanto bassa in rapporto al fabbisogno di lavoro; 2) la pianura risicola di Vercelli e di Novara e quella a carattere policolturale della provincia di Cuneo sono le aree in cui, come è noto da altre ricerche (4), i redditi unitari di lavoro sono più elevati. Esse si differenziano tuttavia per il fatto che l'impiego di lavoro, come hanno evidenziato le rilevazioni censuarie, appare assai più elevato nelle aree cuneesi, con carichi di lavoro, variabili, a seconda della regione agraria ISTAT, ma comunque pari ad almeno il doppio di quello rilevato nelle regioni agrarie della pianura risicola di Vercelli e Novara. Conseguentemente l'area cuneese, data la propria impostazione produttiva, consente di impiegare più manodopera a livelli di reddito non lontani da quelli delle aree risicole. Le rilevazioni censuarie hanno consentito altresì di studiare la diffusione e le caratteristiche del part time farming. I primi dati disponibili ne avevano evidenziato la grande diffusione sulla generalità del territorio regionale, senza che, peraltro, questa diffusione apparisse correlata a particolari situazioni localizzative delle attività extra agricole. L'esame delle caratteristiche del part time è proseguita successivamente e ha fatto parte del programma di ricerche previsto per il 1987. I risultati di questa ricerca sono già stati resi pubblici (5), per cui ci si limita qui a darne una rapida sintesi. Anche dall'esame di quanto avviene in altri contesti, al di fuori del Piemonte e dell'Italia, il part time farming appare ormai come un'attività stabilmente inerita fra i comportamenti economici delle famiglie rurali. Secondo il censimento del 1982 le aziende a part time in Piemonte costituivano il 37,3% del numero totale delle aziende. Nell'ambito del part time prevale quello di tipo accessorio che è caratterizzato dal fatto che nessun membro della famiglia raggiunge almeno 250 giornate lavorative all'anno nell'azienda. Per quanto concerne l'attività extra agricola, risulta che il 77,4% delle famiglie a part time distribuisce le proprie risorse lavorative in più settori di attività. La frequenza del part time non sembra significativamente influenzata dalle variabili territoriali: è modesta la variabilità d'incidenza del part time da una provincia all'altra, così come appare 5