provincia di Alessandria e 24 in quella di Asti). Deludenti sono state le rese (poco più di 17 q/ha, contro quasi 30 del 1989), con 11.600 q prodotti. Anche in Italia, nonostante maggiori investimenti (+8% secondo l'Istat), il raccolto è stato scarso, con 3,071 milioni q (-11%). Nella Cee la superficie è aumentata alquanto (+19%) perché molti agricoltori usi a seminare mais su terreni asciutti, nel timore della siccità hanno preferito coltivare girasole: su 2,34 milioni ha, oltre 1 milione ha riguardato la sola Francia (+23%). La produzione comunitaria, benché inferiore al previsto, ha toccato per i 10 paesi interessati (Spagna e Portogallo sono ancora esclusi) 25,65 milioni q a fronte d'un tetto stabilito in soli 20. Di conseguenza il prezzo, che nella scarsa annata precedente era risalito a 78.066 L/q, è stato decurtato a 66.440, da cui vanno sottratte 5.600 lire per servizi e aggiunto il 4% di Iva pervenendo a un totale di 63.274 L/q. L'accordo interprofessionale, ancora in alto mare prima delle ferie estive quando avrebbe dovuto essere stipulato, è stato poi siglato a fine settembre. La superficie a barbabietola da zucchero del Piemonte (per il 92% in provincia di Alessandria e per la parte rimanente in quella di Asti) si è ridotta nel 1990 di un sesto, e di altrettanto si è contratta la produzione: 3,152 milioni q. Le prospettive per continuare la coltura appaiono problematiche nella nostra regione, sprovvista di zuccherifici e posta di fronte alla ventilata chiusura dello stabilimento (quello di Casei Girola) cui sinora erano conferite le bietole. Per l'Italia il consuntivo registra 262.000 ettari investiti (-9,1%) e circa 116,3 milioni q di bietole raccolte, con un calo di quasi il 30%: la siccità ha avuto i suoi effetti sia sulle semine e sia ancor più sulle rese. Si sono ottenuti 14,7 milioni q di zucchero: quasi il 15% in meno rispetto al 1989, con un quantitativo che, sebbene superi la quota A esente da tassa di corresponsabilità assegnata all'Italia (13 milioni q, contro un fabbisogno di 18), non lascia molto spazio alla quota B tassata con il 39,5% del prezzo d'intervento e che si spinge sino a 15,7 milioni q. Le importazioni, nel 1990 salite di circa un quinto, diverranno nel 1991 ancora più attive. Nella Cee gli investimenti dovrebbero essersi lievemente incrementati, e in maggior misura la produzione di zucchero, che la Commissione Cee ha valutato in 147,48 milioni q (+2,9%). La disponibilità peraltro è aumentata ben di più di quanto tali incrementi possano indicare, in quanto la Cee si è fatta carico anche della produzione della ex-Rdt, pur disciplinandola per il futuro (a detta di esperti, con quota esente troppo elevata). Le esportazioni pertanto toccheranno livelli mai registrati (il grado 76