CAPITOLO 2 seconda parte dell’anno. Alla sostanziale stabilità delle produzioni di ferro, acciaio e ferroleghe CECA (+0,3%) e di moderati incrementi nelle produzioni di tubi di ghisa e acciaio (+3,1%) si sono contrapposte contenute flessioni nelle produzioni di metalli non ferrosi (1,2%), nell’attività di fusione dei metalli (-1,4%) e un vero e proprio crollo nelle produzioni di ferro, acciaio e ferroleghe non CECA (-68%). Gli ordini assunti hanno registrato qualche segnale di recupero in prevalenza per i mercati esteri nella seconda metà dell’anno, mentre il mercato nazionale, il più negativo, ha presentato sintomi di recupero solo a fine anno. Il consumo apparente di acciaio ha evidenziato, lo scorso anno, il peggior risultato degli ultimi sei anni, ma se la previsione di possibili ulteriori incrementi delle quotazioni internazionali sarà confermata potrà essere avviata una ricostituzione delle scorte di mercato, di cui si avvantaggerà il consumo apparente, che si prevede in crescita a partire dal secondo trimestre del 2003. La fabbricazione di prodotti in metallo ha registrato una flessione dell’1,6% e andamenti in corso d’anno in miglioramento fino al trimestre estivo, ai quali ha fatto seguito una diminuzione media tendenziale dell’1,5% nei mesi finali dell’anno. Rispetto ad una crescita del 2,4% fatta registrare dalle imprese produttrici di strutture metalliche e di porte e infissi in metallo, nelle restanti attività si sono evidenziate diminuzioni comprese tra lo 0,8% nelle produzioni di contenitori, imballaggi e minuteria metallica, e il 12,5% nella produzione di generatori di vapore. I livelli produttivi della meccanica strumentale, nonostante timidi segnali di risveglio della domanda interna ed estera nella seconda parte del 2002, sono risultati, a consuntivo annuo, in flessione. Le previsioni a breve, pur in presenza di un parziale miglioramento, non lasciano ancora intravedere segnali di una chiara inversione di tendenza. Il 2003, per lo meno in questi primi mesi, si prospetta come un altro anno contrassegnato da estrema incertezza. Il comparto delle macchine e apparecchi meccanici ha registrato una diminuzione dei volumi mediamente pari allo 0,5%, ma ai risultati negativi della prima metà dell’anno si sono contrapposti andamenti tendenziali di segno opposto a partire dal trimestre estivo. Nell’ambito del comparto, nel 2002 si è registrata una minor produzione di macchine utensili pari all’1,9%, nonostante la tenuta dei livelli di esportazione, e un calo del 6,5% nella produzione di macchine per l’industria metallurgica, chimica, alimentare e tessile. Risultati positivi sono stati evidenziati nella fabbricazione di macchine per l’agricoltura (+8,4%) – le cui esportazioni dal Piemonte crescono di quasi il 10% – di armi e sistemi d’arma (+7%) e di elettrodomestici (+7,5%), con un’evoluzione positiva della produzione, grazie ad una crescita delle esportazioni che ha compensato l’andamento negativo della domanda interna. La produzione di macchine per ufficio, elaboratori e sistemi informatici continua a evidenziare una situazione particolarmente grave, per il ruolo strategico di queste attività nei processi di innovazione, con andamenti fortemente recessivi e in costante peggioramento. Il calo produttivo in un contesto competitivo nel quale continua a pesare l’inarrestabile riduzione dei prezzi unitari, è stato mediamente pari al 41,4%, ma nei valori tendenziali della seconda parte dell’anno la contrazione è risultata superiore al 50%. La produzione di macchine e apparecchi elettrici è diminuita mediamente dell’11,6% e gli andamenti negativi hanno registrato solo una parziale attenuazione a fine anno, quando la flessione tendenziale si è ridotta a circa quattro punti percentuali. All’interno del comparto, con la sola eccezione delle imprese produttrici di accumulatori, pile e batterie, tutte le attività hanno registrato cali produttivi oscillanti tra l’1,8%, nelle produzioni di apparecchi per la distribuzione e il controllo dell’elettricità, e il 24,9% in quelle relative alle macchine e apparecchi elettrici per motori e veicoli e di segnalazione acustica e visiva. Pesantemente negativa la congiuntura per il comparto degli apparecchi radiotelevisivi e per telecomunicazioni, la cui produzione è diminuita del 21,7%, mentre non compaiono, nei dati più recenti, segnali di una significativa inversione del trend negativo. All’interno del comparto, alla moderata flessione registrata dalle imprese produttrici di apparecchi riceventi e per la riproduzione del suono e dell’immagine (-3,3%), sostenuto dall’apporto dei segmen- 91