Ceris-Cnr, Serie Speciale, W.P. N° 18/2004 percentualmente meno del costo del lavoro, circostanza che si è verificata in tutte le regioni industrializzate, ma in misura più pronunciata nella regione subalpina. Se il costo del lavoro per dipendente risulta sufficientemente equiparabile tra le quattro regioni, i livelli di produttività del lavoro risultano particolarmente diversi. Tale indicatore, infatti, esprime lo stato di efficienza del sistema industriale e il livello di specializzazione nelle tipologie produttive a maggior valore aggiunto. Le imprese manifatturiere piemontesi esprimono valori di produttività del lavoro decisamente inferiori rispetto alle regioni poste a confronto. Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna registrano valori medi pressoché simili, mentre il Piemonte si distanzia di 6–8 punti percentuali. Inoltre, in Piemonte la produttività del lavoro si è ridimensionata nel periodo 1999–2002 del 3,7%, in Lombardia e Veneto è leggermente diminuita (rispettivamente –1,1% e –0,9%), mentre in Veneto la tendenza è risultata pressoché stazionaria (–0,3%). Simili conclusioni possono essere sostenute per la produttività del capitale. Il peggioramento manifestatosi per la produttività del lavoro ha dirette conseguenze sulla redditività delle imprese. In tal caso il differenziale tra gli indici di redditività registrato dalle imprese Piemontesi e da quelle localizzate nel campione di confronto è progressivamente aumentato nel quadriennio analizzato, sia per la redditività del capitale proprio, sia per la redditività del capitale investito netto operativo. Il ROE, ad esempio, risulta inferiore ai valori registrati dalle altre regioni analizzate ed è sensibilmente diminuito rispetto al 1999 (–1,8 punti percentuali), mentre in Veneto è addirittura aumentato (+1,4 punti percentuali) e in Lombardia è rimasto costante. Solo in Emilia Romagna il ROE ha evidenziato una dinamica simile a quella piemontese. Di conseguenza, l’iniziale divario di circa due punti percentuali tra imprese piemontesi e venete, si è ampliato a più di 5 punti percentuali. In questo contesto le imprese venete denotano i valori più elevati, seguite dalle lombarde e dalle emiliano-romagnoli. Medesime considerazioni si possono trarre dall'analisi della redditività del capitale investito netto nell’attività operativa, ottenuto come rapporto tra il margine operativo netto ed il capitale investito al netto degli impieghi atipici e dei debiti commerciali. Il ROI industriale è nel 2002 pari a 9,0% in Piemonte, 11,6% in Lombardia, a 12,4% in Veneto e 11,5% in Emilia Romagna. In termini dinamici il ROI industriale evidenzia un calo in tutte le regioni, maggiore in Piemonte (–2,4 punti percentuali) e in Lombardia (–1,3%), e minimale in Veneto ed Emilia Romagna (rispettivamente –0,9 e –0,4%). Tale decremento può essere attribuito primariamente alla dinamica discendente della 5