L’attività delle istituzioni Il 2004 è stato un anno importante per l’attività istituzionale del mondo agricolo. A livello internazionale, oltre al già citato allargamento della Comunità Europea (un passo di importanza storica non solo per il settore primario), si segnala la positiva ripresa a Ginevra dei negoziati WTO sul commercio internazionale, dopo il fallimento del vertice di Cancun avvenuto nel 2003. Nell’anno appena trascorso, a livello nazionale, sono state prese importanti decisioni relativamente all’applicazione della riforma del cosiddetto “primo pilastro” della PAC (aiuti diretti), che in Italia partirà dal 2005, adottando il meccanismo del disaccoppiamento totale, ovvero della completa separazione dei premi versati dall’UE agli agricoltori rispetto ai prodotti da questi realizzati. La riforma, quindi, amplia le possibilità di scelta degli agricoltori, che potranno più agevolmente considerare alternative produttive senza rinunciare al supporto al reddito finora ottenuto. A livello nazionale è anche stato scelto di attuare il principio di modulazione, che prevede di stornare una parte degli aiuti diretti per finanziare misure che favoriscono la qualità. Secondo molti osservatori, tuttavia, le misure previste difficilmente avranno ricadute strategiche. Tra gli atti legislativi nazionali si ricorda, inoltre, il decreto di attuazione della legge delega n. 38 del 2003, un passo avanti nel processo di riforma del settore agricolo avviato dalla cosiddetta legge di orientamento del 2000. In particolare, è stata definita giuridicamente la figura dell’imprenditore agricolo professionale (IAP), equiparata in termini tributari e creditizi al coltivatore diretto, essenziale per un corretto sviluppo della multifunzionalità agricola. Un decreto legge ha, inoltre, stabilito i criteri di coesistenza tra colture OGM, convenzionali e biologiche, rimandando alle regioni l’onere di definire i cosiddetti “piani di coesistenza”. Anche a livello regionale il 2004 si è caratterizzato per gli intensi lavori legati all’avviamento della riforma della PAC che prevede, tra l’altro, l’entrata in funzione dell’OPR (Organismo Pagatore Regionale) che in Piemonte farà le veci delle funzioni sinora svolte dall’AGEA a livello nazionale. È inoltre proseguita la brillante performance gestionale del PSR (Piano di Sviluppo Rurale), con la presentazione di quasi 26.000 domande riferite a oltre 20.000 beneficiari, per una spesa pubblica prossima ai 134 milioni di euro. Dal momento del suo avvio nel 2000, il PSR piemontese ha permesso l’erogazione di 612 milioni di euro di aiuti, pari al 70,5% del budget assegnato dall’UE. Si segnala, inoltre, l’attuazione della legge regionale n. 26 del 2003, che prevede l’istituzione dei distretti agroalimentari di qualità e dei distretti rurali. In proposito, la Regione Piemonte ha emanato linee guida relative alla delimitazione dei distretti agroalimentari e alla metodologia di definizione dei piani di distretto, passando quindi il testimone alle province che, secondo la legge, sono i soggetti istituzionali che dovranno presentare le proposte e attuare i piani. 36 I settori