3. LE PERFORMANCE COMPETITIVE DEI SISTEMI PROVINCIALI DEL NORDOVEST PERIMETROPOLITANO Le analisi delle componenti principali condotte in precedenza hanno consentito di elaborare una classificazione provinciale in base alla tipologia di dotazione territoriale da cui è emerso come siano soprattutto le province che costituiscono il perimetropolitano milanese ad essere caratterizzate da dotazioni ricche o composite. Dopo aver verificato la consistenza delle dotazioni territoriali si è ritenuto interessante procedere ad una valutazione delle performance competitive dei sistemi provinciali considerati. Per performance competitiva si intende la capacità del sistema provinciale di essere competitivo e, quindi, di creare occasioni di sviluppo, attraverso la messa a frutto delle esternalità territoriali presenti. L’obiettivo, pertanto, è quello di scoprire se la presenza di fattori territoriali che favoriscono il vantaggio competitivo comporti la realizzazione di effettivi vantaggi di sviluppo. Attraverso il percorso di analisi seguito, si è cercato di verificare se ed in quale misura il sistema provinciale utilizza e riproduce le economie esterne di cui è dotato (attraverso il contributo attivo offerto dagli attori economici e istituzionali), traducendole in capacità di sviluppo del sistema stesso. Le performance dei sistemi provinciali emersi come meglio dotati nelle analisi precedenti sono state messe a confronto con quelle degli altri sistemi perimetropolitani del Nord-Ovest, con l’intento di scoprire se i territori provinciali con le migliori dotazioni sono anche quelle caratterizzate da migliori prestazioni competitive. Per procedere alla valutazione delle performance dei sistemi provinciali sono stati utilizzati dati di tipo quantitativo tratti dall’Atlante della competitività delle province31 (aggiornato a luglio 2005), dai rapporti provinciali della Terza Giornata dell’Economia32 (maggio 2005), dal database Geostarter dell’Istituto Tagliacarne (aggiornato a maggio 2005) nonché da altre fonti33. I dati presi in considerazione si riferiscono al quinquennio 1999-2003, in alcuni casi all’ultimo intervallo censuario (1991-2001), oppure, in mancanza della serie storica, all’ultimo anno disponibile34; essi consentono, quindi, di ottenere indicazioni utili sul recente andamento delle dinamiche provinciali ed una descrizione il più possibile aggiornata delle performance dei contesti territoriali presi in esame. Gli indicatori quantitativi selezionati sono riconducibili alle seguenti macro-categorie: • dinamiche generali del sistema produttivo provinciale; • esportazioni delle imprese; • relazioni tra le imprese; • investimenti diretti e impieghi a favore delle imprese; • mercato del lavoro e formazione universitaria e continua. Il primo gruppo aiuta a comprendere l’andamento generale che ha contraddistinto negli anni più recenti i sistemi produttivi provinciali attraverso una lettura delle dinamiche del sistema imprenditoriale, degli addetti alle unità locali, del sistema delle piccole e medie imprese, dei differenti settori in cui risulta articolata l’attività economica, nonché del valore aggiunto prodotto. Il secondo gruppo, invece, consente di valutare il commercio estero attraverso una descrizione delle caratteristiche dell’export delle imprese presenti sul territorio provinciale. Il terzo gruppo mette in evidenza consistenza e caratteristiche delle imprese costituite in gruppo (e delle relative controllate) nonché la mobilità di dipendenti ed unità locali delle imprese dei territori esaminati. 31 La banca dati dell’Atlante della competitività delle province è curata da Unioncamere. Si tratta dei rapporti sulle dinamiche dei sistemi produttivi provinciali elaborati dalle rispettive Camere di Commercio. 33 Le fonti utilizzate sono state: Istat, Istituto Tagliacarne, Unioncamere, Mediacamere, Infocamere, Camere di Commercio, Amministrazioni Provinciali e Comunali, Ministero delle Attività Produttive, Banca d’Italia, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Piemonte, Regione Lombardia, Unioncamere Piemonte, Unioncamere Lombardia, Annuario Statistico del Piemonte, Annuario Statistico della Liguria, Annuario Statistico della Lombardia. 34 Per l’analisi dei dati censuari (1991 e 2001) è stato calcolato il tasso composto di variazione annua. Per l’esame dei dati riferiti al quinquennio 1999-2003 si è proceduto nel modo seguente: nel caso di valori assoluti è stata calcolata dapprima la variazione annua ed in seguito, ai fini dell'elaborazione dell'ACP, la relativa media aritmetica, che sintetizza l’andamento del quinquennio; nel caso di rapporti si è scelto di calcolare la media geometrica, che consente di tener conto della doppia variazione al numeratore ed al denominatore. 32 31