3. LE DINAMICHE PROGETTUALI Come già detto, i territori del quadrante, pur evidenziando tratti distintivi, condividono alcune caratteristiche comuni: il diffuso e differenziato tessuto produttivo, l’orientamento agroalimentare, un ricco patrimonio naturale storico architettonico e artistico, ecc. Tali caratteristiche sono state affrontate e tematizzate, seppur con diverso grado di approfondimento, in diversi e numerosi documenti di programmazione e progetti di intervento. Nel corso degli ultimi anni, infatti, i territori del quadrante sono stati oggetto di numerosi programmi e/o progetti, talora di natura più tradizionale (gli ordinari strumenti per il governo del territorio delle amministrazioni locali) altre volte di carattere meno ordinario (piani strategici), in molti casi avviati su impulso esterno (i piani integrati di sviluppo locale e i recenti piano integrati territoriali) e in altri per iniziativa di soggetti locali (ancora i piani strategici). Ognuno di questi strumenti, in ragione delle sue peculiarità e finalità, si riferisce ad ambiti territoriali di diversa dimensione (il singolo comune, l’intera provincia, il sistema locale del lavoro, la comunità montane, pluralità di comuni). Nel complesso pressoché tutti i territori appartenenti al quadrante sono stati coinvolti, in tempi recenti, in attività di programmazione e progettazione di scala sovracomunale impegnandosi nella doppia sfida di individuare problemi e formulare soluzioni per promuovere lo sviluppo socio-economico. Venendo ad approfondire le dinamiche progettuali oggi in atto nella provincia cuneese, occorre partire dalla sua debolezza infrastrutturale e dalla condizione di relativo isolamento, confermata dalle principali analisi comparative e costantemente segnalata nei principali documenti locali di programmazione (Piano Territoriale della Provincia di Cuneo, Piano Strategico di Cuneo, progetto pilota Sistema). Il principale intervento è costituito dal collegamento autostradale Asti-Cuneo che oltre a dotare il capoluogo di provincia e il polo di Alba di un accesso autostradale di prossimità del quale sono tuttora privi, consentirebbe un accesso rapido dell’intera provincia alla polarità milanese e al corridoio Genova-Sempione. Entro ipotesi progettuali da lungo tempo discusse – ma con un’urgenza meno pressante, e con notevoli controindicazioni di natura sia finanziaria che ambientalistica – questo collegamento trasversale potrebbe poi proseguire a ovest attraverso un traforo delle Alpi Marittime connettendosi al corridoio Mediterraneo Nizza-Barcellona. Più plausibile viene oggi considerata l’ipotesi di adeguamento delle connessioni infrastrutturali esistenti (Colle della Maddalena e Traforo di Tenda, elettrificazione della ferrovia Cuneo-Nizza). Altri interventi considerati necessari riguardano il raddoppio della ferrovia Cuneo-Fossano, il rilancio dell’aeroporto di Cuneo-Levaldigi, la realizzazione di un polo logistico e le iniziative per promuovere la diffusione della banda larga in un territorio nel quale molte aree rurali o montane ne sono tuttora prive. Molte di queste iniziative presentano un carattere sovralocale, e compaiono in numerosi documenti progettuali. Infine, ma non per ordine di importanza, è opportuno richiamare l’attenzione sul punto debole consistente nella collana di aree di spopolamento e marginalità economica che si distribuisce nelle valli alpine del Cuneese, in misura più intensa di quella – per certi versi analoga – rintracciabile nella parte meno accessibile della collina astigiana. Si tratta di plaghe in rapida deruralizzazione che, senza opportuni interventi, rischiano un avvitamento recessivo destinato ad autoalimentarsi tra calo demografico, perdita di funzioni produttive e di servizio, deterioramento ambientale provocato dalla evaporazione del presidio antropico, nelle quali – oltretutto – la frammentazione amministrativa ostacola la formazione di strategie reattive efficaci. Sulla scorta di queste considerazioni di massima è utile individuare per il quadrante sud-occidentale le principali prospettive progettuali, espressione di accorpamenti territoriali che potrebbero condividere negli anni a venire tanto sfide evolutive quanto concrete opportunità di crescita. 22