rare il tirocinio alla stregua di un vero e proprio corso, e di fare il tentativo di avere i docenti di ciascuna scuola nell’ente a tenere alcune lezioni al gruppo di studenti in tirocinio ». (Purtroppo questa parte non viene discussa nella monografia, perché sarà argomento di un successivo articolo). « Il primo problema da affrontare fu quello di fare coincidere gli orari, dato che nel gruppo c’erano allievi sia di primo che di secondo anno, appartenenti a tre scuole diverse, così che fu necessario studiare sei orari diversi di presenze... In particolare, fu difficile far combinare gli orari per le riunioni del gruppo per visite collegiali, ecc. La sola richiesta che venne fatta alle scuole, fu che tutti gli allievi dovessero trovarsi insieme presso l’ente almeno tre ore alla settimana. Inizialmente questo significò che alcuni allievi dovevano lasciare delle lezioni per venire all’ente e poi tornare a scuola, ma in seguito la cosa venne semplificata, perché una delle scuole accettò di mandare solo allievi di secondo anno, e fu allora possibile avere un giorno intero comune a tutti gli allievi ». Funzioni del direttore del progetto « L’autrice assunse il titolo di direttore del progetto e non di supervisore com’è tradizionale, appunto perché questo esperimento si scostava da un punto divista didattico dalla linea tradizionale di affidare allievi a supervisori soltanto. Infatti il progetto consisteva essenzialmente nel fatto che mentre le funzioni educative restavano nelle mani del direttore, ogni allievo veniva affidato' per la parte pratica a personale qualificato e coinvolto in uno dei vari programmi dell’ente! ». Questo personale, impegnato in attività pratiche, non consisteva solo di assistenti sociali, ma anche di persone con qualifiche professionali diverse che avevano molto da offrire ad uno studente: ad esempio un urbanista, un antropologo, un esperto di relazioni industriali, un economista, un esperto in relazioni pubbliche. Nel secondo anno deH’esperimento, vennero riconosciute anche le possibilità offerte da altro tipo di personale; « ad esempio, nel lavoro di vicinato venne utilizzato come guida di due allievi uno dei leaders locali che lavorava in un club di vicinato. In questo caso, il direttore del progetto e i due allievi ebbero una riunione settimanale con questa persona, per discutere e preparare il programma degli allievi... Questa persona presentava il vantaggio di essere ” disponibile ”, conosceva la comunità e i membri del club, e poteva ” sostituire ” gli allievi nei tre giorni in cui non erano in tirocinio ». In genere comunque, l’allievo era sotto la responsabilità di un vice-direttore o di un capo-settore. All’arrivo, ogni studente doveva portare con gè la bibliografia consigliata dal suo docente di organizzazione di comunità e i nomi di almeno due degli autori principali cui l’insegnante avrebbe fatto riferimento nel corso delle lezioni in classe. Durante tutto l’anno, ogni allievo venne incoraggiato a mostrare all’autri- 141