di condurre alla marginalizzazione delle aree più esterne. In particolare (Banca d’Italia, cit.) si evidenzia come le economie di network e l’intensità degli effetti di spillover spaziale siano proprio influenzate dal grado di “coordinamento” tra i policy makers nelle decisioni relative alla tempistica e alla localizzazione degli investimenti. Sono proprio le caratteristiche delle reti di trasporto che rendono necessario il coordinamento degli investimenti in infrastrutture e della loro gestione. Infatti, tale tipologia di investimenti può modificare la distribuzione delle attività economiche tra le regioni; alcuni studi mostrano inoltre il rischio di avere un eccesso di infrastrutture in aree vicine e in qualche modo in concorrenza tra loro, ad esempio nell’attrarre investimenti privati, senza un adeguato livello di cooperazione e coordinamento nelle decisioni di spesa (Haugwout, 2002; Romp e de Haan, 2005). Del resto, le infrastrutture di trasporto sono considerate dalla letteratura economica come uno dei principali fattori di competitività di un paese. La teoria economica mostra come il capitale infrastrutturale influenzi la crescita economica attraverso la riduzione dei costi di produzione, l’aumento della produttività dei fattori privati e gli spillovers (Aschauer, 1989; Morrison e Schwartz, 1996; Paul, 2003). Anche recenti studi della Banca d’Italia (Banca d’Italia, 2011) mostrano effetti positivi delle infrastrutture sui tassi di crescita economica delle diverse aree. A livello macroeconomico, infatti, le spese per investimenti effettuate in gran parte dalla pubblica amministrazione aumentano la domanda aggregata e quindi della produzione d’equilibrio, con il classico effetto keynesiano di moltiplicatore del reddito. Infrastrutture di trasporto - Estensione fisica - Investimenti Impatto economico Accessibilità - Tempi e costi di viaggio - Nuovi nodi Coesione Diretto e indiretto - Output ( PIL) - 92 Produttività - Costi di produzione - Occupazione, reddito, rivalutazioni immobiliari