Rapporto IRES 2015 Le cave in Piemonte Complessivamente si arriverebbe così al 100 % del fabbisogno, col vantaggio di non costituire un vincolo assoluto per una delimitazione che vuole essere però razionale, dettata dalla presenza di riserve riconosciute ma senza escludere modificazioni. Naturalmente le percentuali indicate sono a puro titolo esemplificativo (ma ragionevoli) e dovranno essere assolutamente validate e condivise su base amministrativa e politica. Riflessioni generali A nostro parere, ha senso “pianificare” basandosi sui fabbisogni solo per il comparto “Ghiaie e sabbie”, data la specificità del materiale e le caratteristiche, in generale, dell’attività. In particolare, esse mostrano: “invasività e diffusione” territoriale; di relativamente “basso” valore unitario; spiccata “mobilità” dei cantieri nei vari siti. Forse solo per le “Argille comuni da laterizi” può essere, eventualmente, logico sviluppare analoghi ragionamenti razionalizzanti (come fatto sopra). Per i “Minerali industriali”, ciascuno con le sue peculiarità sostanziali, occorre valorizzare quanto disponibile e richiesto dalla catena produttiva, mantenendo però adeguate riserve nei bacini, ove possibile. Per i “Materiali Lapidei” indirizzare le coltivazioni ove le Pietre presenti giustifichino, per qualità e quantità, l’impresa estrattiva e risparmiando, il più possibile, nuove compromissioni territoriali ma comunque tenendo presente la potenzialità dei siti, anche come “risorse”; possibilmente favorire la creazione di “consorzi della pietra” atti ad operare al meglio sui mercati e sul territorio, anche con certificazioni, ma soprattutto con l’utilizzo integrale dei materiali estratti, riciclo degli scart compresi. In sintesi, mentre per gli aggregati il mercato è facilmente individuabile e il flusso economico relativamente semplice da modellizzare, negli altri due comparti pianificare in base ai fabbisogni è del tutto irrealistico, in quanto legati a mercati ormai mondiali e di difficile interpretazione. Ciò non toglie che la pianificazione debba essere fatta, ma dovrà essere basata su concetti diversi dalla stima dei fabbisogni. Una ragionevole evoluzione dell’attività secondo quanto richiesto negli ultimi rinnovi potrebbe essere un punto di partenza per pianificare l’area da salvaguardare per un eventuale sviluppo futuro della cava. Ambiti, bacini e poli estrattivi: criteri preliminari per una connotazione cartografica A partire dalle definizioni sulle caratteristiche dei poli, dei bacini e degli ambiti estrattivi delineate nel paragrafo precedente vengono proposti alcuni criteri che il piano dell’attività estrattive potrà vagliare nella delimitazione geografica di tali entità. Tali criteri vengono poi applicati ai test site. 113