del telequiz. Si inizia così un duplice uso dei serial. Mentre la puntata del martedì resterà sempre fissa, il secondo appuntamento scorrerà nell’arco della settimana, venendo a collocarsi, di volta In volta, in posizione strategica per sottrarre pubblico a spettacoli di richiamo. Nasce quindi con Dallas anche la nozione di contro-programmazione. Il caso più significativo è rappresentato dalla collocazione al martedì-mercoledì, per combattere Dlnasty, programmata appunto di mercoledì. In questo caso si sfruttò l’effetto di trascinamento verticale, rafforzato dal fatto che la collocazione in due serate contigue, rafforzava la suspence prodotta dall’episodio del martedì. Se “Dallas” è stato per Canale 5 il cavallo di Troia per rompere il monopolio RAI, voglio ricordare che il modello di telefilm soap, a finale aperto, è stato ripreso ogniqualvolta una rete dovesse affermarsi. E’ con la telenovela Dancing Day-(saga a schema lineare, variante di Dallas saga ad albero) - e con Dlnasty (la risposta della ABC alla CBS) che Rete Quattro nel 1982 si affermò caratterizzandosi come rete antagonista di Canale 5. Italia Uno che si presentò sul mercato televisivo nel gennaio '82 senza storie di famiglia, partiva già sconfitta. Sarebbero trascorsi solo pochi mesi, per l’esattezza otto, prima che Rusconi decidesse di vendere. Ancora oggi per i circuiti deboli (Euro TV e Rete A), l’unica possibilità per sopravvivere è legata a questo tipo di prodotto, nella sua forma più povera: la telenovela. L’autoproduzione e la fine del modello americano L’autoproduzione nacque in seguito alle esigenze del palinsesto. Nella primavera '82 Canale 5 sperimentò una formula originale di programmazione: il trascinamento orizzontale che permetteva di sfruttare per tutto l’arco della serata il successo del primo spettacolo. Vincendo alle 20,30 è possibile continuare a vincere sino alle 23,00. In questo modo si valorizza tutto l’arco del prime-time, la principale unità temporale della TV commerciale, in cui si giocano le audiences e gli investimenti pubblicitari. Dopo “Dallas” al martedì e al giovedì, vennero lasciati cicli di film omogenei al telefilm americano: si costruirono così serate vincenti trascinando a rimorchio del successo del serial l’audience del film. Questo uso strumentale del telefilm + film conteneva un insegnamento fondamentale: per difendersi dal telecomando è necessario, una volta catturato lo spettatore, non creare fratture nell’audience. Le serate costruite partendo da “Dallas”, il martedì e in secondo ordine il giovedì, risultavano quindi vincenti. In questa battaglia per la conquista del prime-time, sempre nella primavera ’82, si sperimentò un’altra intuizione teorica che sarebbe servita alla contro-programmazione. Ma contemporaneamente si posero le basi della disgregazione del modello americano. Per scalfire l’egemonia della RAI UNO al lunedì, costruita su film di target universale, le TV private iniziarono ad utilizzare i film italiani. I network intuirono la forza dello specifico nazional-popolare. nel pieno della via americana, praticare, vampirizzare il prodotto cinematografico italiano garantiva una audience costante e sicura. La valorizzazione di un cinema di produzione nazionale, portava con sè l’esigenza di disporre di prodotti tipicamente italiani da inserire nel palinsesto. L’autoproduzione iniziò con un genere che, con una linea editoriale ancora americana, poteva sembrare fuori tema e marginale: il varietà. II livello produttivo ricordava la fase pionieristica delle TV locali e interregionali. Per ovviare alla loro debolezza, queste produzioni furono collocate in posizione protetta (al mercoledì). Ma la vera connessione tra l’elemento italiano e l’elemento americano del palinsesto, fu realizzata dall’arrivo di Mike 211