Il Musichiere Gioco musicale a premi di Garinei e Giovannini, condotto da Mario Riva con l’orchestra di Gorni Kramer e con Lorella De Luca e Alessandra Panaro (poi Carla Gravina e Patrizia Della Rovere, poi BrunellaTocci e Marilù Tolo) Cantano Nuccla Dongiovanni e Jonny Dorelli (poi Paolo Bacilieri) Scene di Mario Chiari Regia di Antonello Falqui 7 dicembre 1957 (90 trasmissioni fino al 1960) Codice Rai: C 2155, T 77001/601 Canzone degli uscieri della Rai, 1959 Mario Riva: “Senta un po’ lei, vuol venire qui da me? Ecco lei coi guanti bianchi, bravo, si accomodi, venga qua, venga qui un momento. Scusi sa se io mi sono permesso di disturbarla In servizio. Lei se la sentirebbe di fare una cantatina, tanto per smentire quelle nostre due signorine. Usciere: “E, ma da solo no’’ Riva: “Da solo no perché?” Usciere: “Beh, non ho il permesso” Riva: “Non ha il permesso e allora teme che cantando da solo, facilmente Individuabile, lo caccino via” Usciere:“Beh, quello magari no” Riva: “Beh, forse non arrivano fino a questo, però capisco che per fare una cosa del genere è meglio essere in più. E se chiamassimo tutti gli uscieri presenti in sala a questa festa? Tutti gli usceri presenti in sala vogliono favorire qui da queste parti, per piacere... Coraggio, andiamo, ecco facciamo cosi: mettetevi in riga qua... Oh che belli, qua in fila, ecco tutti e otto, così bravi. Adesso diamo una lezione a quelle due signorine e dimostriamo che tutti gli uscieri di servizio al Musichiere possono cantare. Va bene? Gliela facciamo st’im provvisata? Pronti... Via...” Usciere (voce solista): “Per voler del Musichiere che pretende una canzone ecco pronta la legione degli uscieri Rai Tivù” Coro uscieri: “Coni sù, corri giù, siam gli uscieri Rai Tivù” Usciere: “Ammirate queste nostre telegeniche divise senza pregi nè pretese nè pennacchi rossi e blu” Coro: “Corri sù, corri giù, siam gli uscieri Rai Tivù” Usciere: “Senza scopo integrativo per un mese abbiam provato col brillante risultato che cantiamo alla Tivù” Coro: “Corri sù, corri giù, siam gli uscieri Rai Tivù” Tutti insieme: “Viva gli uscieri Rai Tivù che quando passano i cuori infiammano, siam degli uscieri e di gran cuor salutiamo i telespettator (ad libitum)”. Al Musichiere vigeva l’obbligo di cantare, all’insegna della spontaneità (“canta come parli") e della più casuale improvvisazione, magari avendo provato per un mese. Nessuno poteva sottrarsi all’obbligo di cantare. Del resto la trasmissione è proprio costruita su un’ora di giochetti musicali, sul modello di un game show della NBC orato nel 1954 da Flarry Salter, “Name that tune”: poche note per indovinare un motivo, poi la cornetta dei due concorrenti, con le scarpe In tela (“gentilmente offerte dalla Televisione italiana”), partendo da punitive sedie a dondolo verso le fatidiche campanelle; risponde il primo che scuote il battacchlo. Il vincitore deposita poi metà premio nella “cassaforte musicale”; se riesce a identificare il motivo che la goffa saracinesca “emette” chiudendosi guadagna anche la seconda metà dei premi accumulati e, insieme, il diritto a /¡presentarsi la volta successiva. La trasmissione si chiude con Mario Riva che tenta di far cantare in coro, dal pubblico presente in sala, la “Domenica è sempre domenica”. In questa mania contagiosa del cantare a tutti i costi viene invischiato persino il personale della Rai, allora non ancora vegliato dalle sirene sindacali e certo pieno di orgoglio aziendale. Ma II vero scopo della trasmissione è che al sabato sera 47