28 Adelin Fiorato, Patrick Mariani, Frédéric Vinson dell’istituto e, in loro mancanza, degli insegnanti di altri istituti circostanti, aU’aggiornamento linguistico; - la rettifica, da parte di troppi capi d’istituto e docenti mal informati (ma anche da parte dell’Onisep),2 deU’immagine ambigua e nociva dell’italiano inteso come lingua «facile» verso cui conviene orientare gli studenti di più modesto livello. Per quanto concerne il posto dell’italiano nella scuola francese: - ritengono che tutti gli studenti che desiderano studiare l’italiano abbiano il diritto di essere accontentati, e che le autorità pubbliche abbiano il dovere di proporre loro un’offerta concreta e coinvolgente; - chiedono che il MEN3 dia istruzioni a provveditori e capi di istituto affinché i questionari di iscrizione alle diverse discipline comprendano in ogni caso l’italiano nell’elenco delle lingue 1, 2 e 3 fra cui operare una scelta, al fine di permettere a studenti e genitori di esprimere la propria opzione; - pretendono che le normative ministeriali che regolamentano le soglie di istituzione o di chiusura dei corsi di italiano siano in ogni caso rispettate, come per le lingue privilegiate, affinché la domanda possa essere soddisfatta: a questo scopo, il MEN deve fornire ai provveditori gli strumenti per garantire l’inquadramento dei corsi così costituiti; - il volume numerico degli allievi che scelgono le diverse opzioni (tra cui le lingue vive) essendo un dato complessivo, suggeriscono che le autorità competenti prendano delle misure di riequilibrio incentivanti, al fine di facilitare la “saturazione” a un livello ragionevole dei corsi di italiano esistenti, nonché dei corsi di altre lingue a minor diffusione. Tali provvedimenti avrebbero il vantaggio di non comportare costi e di essere positivi dal punto di vista pedagogico, poiché eliminerebbero, riequilibrandolo, tanto il problema dei gruppi sovraffollati quanto quello dei gruppi troppo esigui. Potrebbero inoltre più facilmente garantire la continuità didattica. I partecipanti al colloquio sono persuasi che una delle cause della situazione precaria dell’italiano rispetto alle altre lingue meglio ripartite stia nel decremento degli effettivi durante l’iter scolastico, dovuta a cambiamenti di istituto o di tipo di studi (ad esempio, dal classico al tecnico: passaggio dai licei tradizionali al LEP4). 2 Office National d’information sur les Enseignements et les Professions. ’ Ministère de l’Education Nationale. 4 Lycée d’Enseignement Professionnel.