6}o ATTILIO CABIATI 1 orientali - Austria, Ungheria, Bulgaria, Grecia (i). Esso merita una rapida analisi, ponendolo in relazione con quelli particolari, estesi dai tecnici dei singoli stati in esame (2), poiché da quel 1932 ad oggi le cose non si sono essenzialmente mutate, soprattutto per ciò che riguarda la sistuazione economica e degli scambi intemazionali di quella parte del nostro continente. Premette il rapporto ufficiale che le cause comuni della gravissima situazione danubiana risalgono non ad errori di amministrazione e di politica interna, ma si riconnettono strettamente alla crisi mondiale, la quale ha ridotto i prezzi e i consumi; diminuito di conseguenza i redditi e i consumi; inaridito le fonti delle entrate pubbliche, creando così un disavanzo cronico nel momento stesso in cui l’estero non era più in grado di spedire nuovo risparmio, e anzi doveva richiamare quelli già concessi, a mano che giungevano a scadenza. Si tratta anche in questo caso, come si vede, di una crisi produttivo-commerciale, a cui l’abbandono puro e semplice del tipo aureo non poteva porre alcun rimedio. La discesa del 40 % dei prezzi in oro, verificatasi dal 1928 al 1932, ha avvantaggiato i creditori precedenti e danneggiato i debitori, fra i quali i più importanti sono gli imprenditori sia manifatturieri che agricoli. Gli stati sono stati colpiti come debitori delle cedole di rendite pubbliche e dei titoli non consolidati da rimborsare. A loro volta tutti i cittadini, in quanto debitori di imposte, sono rimasti danneggiati, perchè le crisi di carattere generale e durature quali quelle odierne accrescono, non diminuiscono, per certo i compiti degli stati e di tutti gli enti pubblici, sicché ad una contrazione di entrate non può mai corrispondere una simultanea ed uguale riduzione delle spese. Se questo è un fenomeno che si verifica in tutti i paesi - siano essi creditori o debitori dell’estero - è chiaro che i paesi che sono debitori verso gli stranieri a loro volta restano colpiti ancor più duramente. Osserva giustamente il rapporto che « la diminuzione del 40 % nei prezzi delle derrate e delle materie prime ha accresciuto di circa il 70 % i carichi fissi sopportati dai paesi esportatori di tali generi » (3). « Sicché r(i) Repor/ to Ibi Contici/on ibi Work of tbe forty-fiftb Session of tbt Committce (Ginevra, *9 marzo 19}*, C.,' 328, M., 199, 1932, H A). (2) Particolarmente quelli di Royall Tyler, per l’Ungheria; e del slg. Rost van Tonnlngen, per l’Austria. (3) Perchè 60 : 100 = 100 ; z; da cui z = 170 circa.