i 636 ATTILIO CABI ATI - TRIESTE E L'ECONOMIA, tee. di Trieste (1), l’Italia porge all’Austria l’aiuto più efficace permettendole, nella guisa più economica per questa, un’autonomia di movimenti e di tenere gli sguardi sull’aperto mare, sottraendola così a pressioni che altrimenti potrebbero farsi irresistibili; perchè anche per uno stato è vero che è necessario primum vivere deinde philosophari. Una deduzione filosofica intanto possiamo trarla anche noi italiani. Se è vero, come con la prova dei fatti ci siamo convinti per l’Austria, che senza porte aperte al commercio uno stato minaccia di soffocare, se ne deduce che più le porte si aprono, più comodamente si opera. Ancora una volta ci si deve persuadere che la politica migliore e più chiaroveggente coincide sempre con i principi economici classici, o liberisti che dir si voglia. In una parola con la scienza economica, che è una sola. Dicembre 1934. Attilio Cabiati (1) Dal « Journal de la Marine Marchande » del 28 giugno c. a. si rileva l’andamento del traffico del porto di Trieste: in migliaia di quintali »925 • • ..... • 45-659 1926...... . . 47.630 «9*7....... • 48.93» 1928....... • 5»-99° *929 ....... • 54-299 *93°....... • 43-299 »93» ....... . 42.604 »93*....... . 34.n1 »933 ....... • 3°-»93 La rivista francese pone in evidenza la forza di attrazione che la Germania esercita sul commercio di mate austriaco verso i grandi porti di Amburgo, Brema, Stetdno, abbreviando «economicamente » la distanza con l’arma delle tariffe differenziali, poderosamente aiutate dalla grandiosa rete delle vie interne di acqua, le quali tendono a porre con tale mezzo in ininterrotta comunicazione il mare del Nord col mar Nero. Giova augurare che l’accordo del 14 maggio segni l’inizio di una ripresa del traffico del glorioso porto triestino.