Nel centenario di vita del dollaro i. — Salutiamo il centenario del dollaro che muore. Nel 1834, il Congresso americano aveva definito il dollaro come una moneta del peso di 25,8 grani d’oro a '/io di fino, ossia di 23, 22 grani di oro puro: da cui derivava la sua parità con la moneta inglese, nel rapporto lst. 1 = doli. 4,8665. Tre volte durante la sua vita la libera conversione era stata sospesa: nel 1837, nel 1857 e nel 1862; ma la sua parità aurea era rimasta inconcussa. Non è privo di filosofia il fatto che dopo avere resistito — unica moneta fra i belligeranti — all’urto della grande guerra; dopo che le casse della Riserva avevano pompato oro da tutte le parti del mondo dal 1920 al 1925; dopo avere riscosso, senza debiti corrispondenti, sostanziosi rimborsi dall’Europa sino al 1930, proprio quando l’ordine monetario sembrava rivivere dovunque, il dollaro salta, respingendo nel caos una crisi, che nel 1933 sembrava avere raggiunto il suo punto di maggiore bassura. Il nuovo dollaro, dunque, sarà un lillipuziano: avrà una statura dal 40 al 50 % inferiore a quella del suo predecessore. Il suo valore oscillerà fra le L. 9,50 e le L. 11,40, o fra i 12,76 e i 15,31 franchi francesi. Per ora, la statura ufficiale è questa ultima. Portando difatti il prezzo ufficiale d’acquisto dell’oro dai 34,06 dollari per oncia — l’ultimo prezzo che era stato fissato il 18 dicembre scorso — a 34.45, il valore del dollaro