PARTE SECONDA - LA CARRIERA DI UN ECONOMISTA tico, malgrado la differenza delle materie via via esaminate, ma anche di impostazione culturale e metodologica. Tale continuità non esclude, peraltro, scarti e cambiamenti di direzione, riscontrabili soprattutto nelle opere della maturità. Il punto che, però, più preme evidenziare è che il nocciolo del programma di ricerca di Donaudi fu elaborato in un arco di tempo determinato, tra la fine degli studi universitari ed i primi anni settanta. Furono questi gli anni decisivi per la sua formazione intellettuale ed è quindi a tale periodo che si deve fare riferimento per individuare le differenti proposte culturali con le quali egli si misurò. Non può sfuggire, al riguardo, che fra il 1765 e il 1767 furono pubblicate le Lezioni di commercio di Antonio Genovesi.24 E indubbio che il libro dell’abate napoletano ebbe un peso decisivo nell’orientare le riflessioni del giovane Donaudi. Non solo si possono rincorrere citazioni testuali nei suoi scritti ma esplicitamente Donaudi riconobbe a Genovesi una funzione di maestro e, ciò che è ancora più importante, di sistematizzatore nel campo delle dottrine economiche. Il debito nei confronti dell’economista napoletano condizionò alcune scelte di indagine. O meglio, Donaudi trovò nel testo di Genovesi, e nella sua metodologia di lavoro, alcune risposte a esigenze di fondo che egli sentiva prioritarie. Ciò che lega in maniera diretta questi due autori è che il giovane piemontese mutuò da Genovesi come problema centrale della sua riflessione economica il tema dello sviluppo. Con le dovute differenze, Donaudi riteneva infatti che l’economia dello stato sardo fosse soggetta a una grave sotto-utilizzazione dei fattori produttivi, soprattutto terra e lavoro, analoga a quella caratterizzante il regno napoletano. Si trattava cioè di muovere da una riflessione su uno stato di cose che in termini odierni si definirebbe di sottosviluppo, con l’obiettivo di rintracciarne i motivi ed individuare le vie d’uscita. Tale approccio metodologico comportava quindi la preferenza per una considerazione del fatto economico di tipo storico e descrittivo, piuttosto che analitico o teorico in senso puro. E importante sottolineare che la motivazione che spingeva Donaudi a trovare soluzioni a una situazione considerata stagnante era largamente condivisa nelYélite intellettuale e politica sabauda dei primi anni settanta del Settecento. Era, infatti, assai diffusa l’idea che nell’ultimo tratto del regno di Carlo Emanuele III si 24 Delle lezioni di commercio o sia d’economia civile da leggersi nella cattedra intieriana del-l’ab. Genovesi regio cattedratico. Parte prima nel primo semestre, Napoli, 1765 (ma 1766), presso i Fratelli Simone. La Parte seconda nel secondo semestre uscì presso il medesimo editore nel 1767; cfr. la pregevole edizione critica a cura di Maria Luisa Pema edita nel 2005 dall’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli. — 152 —