GIULIA BIANCHI 2. LA PRIMA FASE DELLA RIVISTA EINAUDIANA Grazie a Einaudi la rivista perse l'etichetta di «rivista omnibus», sarcasticamente attribuitale da Antonio Labriola.18 Ci furono, infatti, alcune circostanze in cui la «Riforma» promosse alcuni dibattiti19 coinvolgendo altri periodici, quali il «Giornale degli economisti»,20 la «Rivista delle società commerciali»,21 «L'Unità»,22 grazie a collaboratori che scrivevano indifferentemente o quasi sull'una e sull'altra. Sono significativi a questo proposito il dibattito sulla valutazione del «costo degli scioperi» svoltosi nel biennio 1905-1906, che prende spunto da un contributo pubblicato sul «Giornale degli economisti» dal suo redattore-capo Giovanni Montemartini,23 con una tesi da ritenere a prima vista paradossale: Montemartini mutua la definizione di impresa dal Manuale di Pareto, definisce lo sciopero un'impresa, in cui il lavoratore svolge il ruolo di capitalista, fornendo il necessario capitale d'anticipazione (nel caso specifico costituito da risparmi e/o sussidi) per iniziare l'attività dello sciopero. La sua tesi che il sindacato si pone di fronte allo sciopero come un'impresa massimizzante, che rischia i propri fattori produttivi (sia il capitale sia il frutto di esso) nel caso di fallimento dello sciopero, è da lui svolta seguendo la teoria del capitale di Bòhm-Bawerk. L'impresa dovrà tener conto del tempo in cui i maggiori redditi strappati dai lavoratori ai capitalisti sotto 18 Espressione utilizzata da Labriola in una lettera a Friedrich Engels il 13 dicembre 1894. Cfr. Marx e Engels. Corrispondenza con italiani (1848-1893), a cura di G. Del Bo, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 429. 19 Un'ampia trattazione dei dibattiti di cui andremo qui di seguito a dare solo una sintesi si trova in G. Bianchi, Come cambia una rivista. La «Riforma sociale» di Luigi Einaudi 1900-1918, Torino, Giappichelli, 2007, pp. 51-176. Cfr. anche R. Faucci, Di alcuni libri su Einaudi, «Annali della Fondazione L. Einaudi», XLII, 2008, pp. 155-160. 20 Sulla genesi, la storia e i caratteri del «Giornale degh economisti» si vedano: G. De Rosa, La crisi dello Stato liberale, Roma, Studium, 1955, pp. 88-123; V. Pareto, Lettere a Maffeo Pantaleoni (1890-1923), a cura di G. De Rosa, voi. I, Roma, Banca Nazionale del Lavoro, 1960, pp. 8-10; L. Lenti, Il «Giornale degli economisti» compie cento anni, «Nuova antologia», CXXI, n. 2160, 1986, pp. 97-111; A. Cardini, La serie padovana del «Giornale degli economisti» e il dibattito tra le due scuole (1873-1878), in Le riviste di economia in Italia (1700-1900). Dai giornali scientifico-letterari ai periodici specialistici, a cura di M.M. Augello, M. Bianchini e M.E.L. Guidi, Milano, Franco Angeli, 1996, pp. 403-423. 21 Cfr. G. Pavanelli, La Rivista delle società commerciali. Crescita economica, ruolo dell'impresa e conflitto sociale 1911-1920, in I novantanni della Rivista di politica economica (1911-2000), a cura di P. Bini, «Rivista di politica economica», XCIV, 2004, fase, speciale, pp. 21-74. 22 Sulla storia della rivista cfr. l'antologia L'Unità di Gaetano Salvemini, a cura di B. Finocchia-ro, Venezia, Neri Pozza, 1958. 23 G. Montemartini, Il costo degli scioperi per la classe lavoratrice, «Giornale degh economisti», XVI, voi. XXXI, n. 11, 1905, pp. 410-419; Id., Del costo degli scioperi per la classe lavoratrice, ivi, n. 12, pp. 533-537. — 128 —