OPERE, UOMINI E IDEE: FRA IL «VRAI SYSTÈME» E LA «JEUNESSE DE DIDEROT» 145 «un de ces foyers provinciaux de vie intellectuelle qui, sur toute l’étendue du royaume, assuraient la diffusion des Lumières» 6. Nel corso delle sue ricerche su Diderot, Venturi assume un modo di procedere analogo. Certo, contrariamente a dom Deschamps, Diderot si presenta di primo acchito come una figura intellettuale di primo piano. E, tuttavia, diffidiamo di proiettare sul passato la nostra conoscenza attuale di Diderot dimenticando quanto siamo debitori proprio nei confronti della jeunesse de Diderot. Quando Venturi scrive il suo libro, il «giovane Diderot», quello che precede gli anni dell’Encyclopédie, è assai poco conosciuto. Certo, si conoscevano le principali tappe della sua vita da bohémien, i suoi primi scritti e il suo soggiorno a Vincennes, ma egli non era stato che uno di quei personaggi «eccentrici» e marginali che avevano popolato Parigi, un personaggio che aveva pubblicato, per farsi un nome, qualche testo audace. Per primo, Venturi intraprende una seria ricerca che verte ad un tempo su Diderot stesso e sul suo entourage, quel milieu che era tenuto insieme da legami d’amicizia e da affinità intellettuali. Venturi ricorda il sogno del giovane Diderot di recarsi a Lampedusa e di stabilirvi una comunità utopica, un popolo felice di «philosophes», sogno che andava di pari passo con un altro, quello di «rendre la philosophie populaire». «C’est à la lumière de ce désir d’une île habitée par des hommes tolérants et philosophes qu’il faut voir les liens d’amitiés, d’études et d’idées qui se multiplient autour de la personne de Diderot. Toussaint travaille avec lui, et les écrits des deux philosophes à cette époque ont quelque chose de commun: ils agissent dans le même sens, soulèvent des sentiments semblables, incitent à des réformes semblables. Condillac, Rousseau, Diderot, nous les voyons à travers les Confessions discuter, assis à la même table du Panier fleuri. U Encyclopédie est, autour de Diderot, la plus grande, la mieux réussie, la plus importante de ces tentatives faites pour unir, autour d’un centre commun, les meilleures forces des lumières de sa génération». I «philosophes» non furono né una setta né un partito politico. L’immagine dell’ «île de Lampeduse» aiuta perfettamente a circoscrivere le particolarità del gruppo che essi formavano7. Così, tra la provincia e la capitale, tra il castello d’Ormes e i caffè parigini, tra «l’académie métaphysique» e la società ideale dei «philosophes», si instaura tutto un gioco di specchi. I confronti e gli scontri all’interno di questo milieu e di queste rappre- 6 Cfr. Le vrai système, cit., pp. 12, 23, 30, 55 e 64. 7 Cfr. Jeunesse de Diderot, cit., pp. 317-319.