l'accademico delle scienze 135 Un funzionario accompagnò il Pro-memoria per il Graneri con queste parole: « Dice che la sua filosofia gli fa soffrir con coraggio ogni avversità, ma non può soffrir l'idea d'essere per modo alcuno sospettato, eppure, per quanta prudenza egli usi, teme che vi saranno chiacchieroni e maligni i quali parlino di lui in modo a renderlo sospetto. Che questo si è il principale motivo per cui desidera d'andar fuori, mentre altrimenti dovrebbe chiudersi in un eremo, senza speranza di prolungare di molto una vita spaventata per lui, inutile per tutti gli altri ». « Ha finito con dirmi che la sua riputazione è una passione che non può domare, che ha lavorato tutta la vita per procacciarsela, non ha mai chiesto alcun premio né de' suoi lavori, né del suo zelo, per servizio di S. M. e per bene della patria, e sarebbe cosa crudele che, senza sua colpa, fosse alla fine de' suoi giorni riputato o sospettato uomo torbido » 64. Il 17 settembre 1791 gli veniva concesso il permesso d'uscire dai confini del regno e « trattenersi in paese estero pel termine però soltanto d'anni due, e con che ella debba ogni sei mesi dare qui avviso della sua dimora, affinché possa S. M. richiamarla ove lo stimi » 65. Vasco riprese così la via di Milano. 64. In margine a questa comunicazione burocratica: « 1791. 14 settembre. S. M. non ha preso alcuna deliberazione ». Cfr. Illuministi italiani, III, cit., pp. 766-767. 65. AST., I sez., Piemonte giuridico, dalli 5 novembre 1790 alli 30 settembre 1791, p. 362.