24 dicembre 1916 - N. 2225 L'ECONOMISTA 1231 - ! ili addiètro, e col pagamento anticipato degli iute-1 ressi. 11 pubblico ha mostrato di apprezzare e di | gradire la importante innovazione, riversando una somma assai notevole di denaro in tale impiego a breve scadenza. Infatti la circolazione è rapidamente cresciuta e toccava; al 30 novembre, la cifra di lire 2801 milioni (1). Questi dati di fatto parranno anche, a voi, onorevoli colleghi, meritevoli di nota, in quanto che dimostrano come tutti i cittadini rispondano volonterosi all'appello del Governo e del Tesoro, che nelle circostanze attuali è anche appello della Patria. Circolazione e cambi. Rimp-e-tto alle accennate operazioni di Tesoreria, l'uso della ci netri azione cartacea, come si è accen-.[ nato, è stato contenuto nei più rigorosi confluì, per non disc-ostarci dalie prudenti direttive, che su questo riguardo hanno sempre ispirato l'azione del Governo. L'emissione dei biglietti di banca per conto dello Stato, dal novembre 1915 in. poi, è stata accresciuta di 200 milioni, a titolo -di anticipazione straordinaria al Tesoro. Di altri 400 milioni è stato aumentato il fondo speciale destinato sia agli approvvigionamenti — oltre che del grano — dei generi alimentari e di merci di comune e largo consumo, sia a", sovvenire il credito agrario e l'agricoltura nelle zone danneggiate dalle arvicole. Ma siffatta circolazione per approvvigionamenti e crediti agricoli, ha un carattere particolare, che consente la sua contrazione automatica e graduale, sino a raggiungere la totató eliminazione dal mercato. Con criterio egualmente prudente -sii è regolata la emissione dei biglietti di Stato, ch-e nei dodici mesi, dal novembre 1915 al 31 ottobre 1916, si è sviluppata per l'importo di 272 milioni. Questa maggiore graduale emissione di carta di Stato, è stata anche determinata dalla necessità di corrispondere alle continue e pressanti richieste del mercato, sia a cagione del più intenso movimento industriale, che rese necessarie numerose maestranze, sia per la estensione dei mezzi di scambio nei paesi redenti e nelle colonie, sia ancora per un maggiore fabbisogno causato dal grandissimo numero di uomini chiamati alle anni. Oltre di ciò è da considerare che il maggior costo di tutte le. merci destinate al consumo, elle va il quaptii-tafiv-o di biglietti .e di moneta che ciascuno detiene e conserva per suo uso normale e ordinario. Soggiungerò ' poche parole sulla circolazione della moneta spicciola. In aggiunta alile monete di rame, che da noi .sono ancora abbondanti, è intendimento del Governo di provvedere meglio a;i bisogni del piccolo commercio, adottando (come è in uso in altri paesi) le monete di nichelio puro, da 10 e da 5 centesimi. La Regia Zecca ne ha già approntati i modelli e i coni. Ma si è dovuto rinunziare, per ora, alla coniazione di tali monete, a causa della diffìcaltà di provvedere il nichelio occorrente, per l'alto prezzo al quale è salito. La Regia Zecca ha invece con la massima alacrità proseguito nella coniazione degli spezzati d'argento, nel limite di contingente assegnato all'Italia dalle convenzioni internazionali. Nell'insieme, si può affermare che lo. svolgersi della vita economica del paese è stato secondato da adeguati strumenti di scambio, e per la circolazione minuta, non 'si sono risentiti in Italia quei disagi che non si poterono evitare in altri, paesi più ricchi e che pure avevano una salda compagine monetaria. Tuttavia la temperanza nella espansione _ della circolazione cartacea non valse a salvarci dai guai dielle fluttuazioni e degfl inasprimenti nel saggio dei cambi con le piazze estere. L'esacerbarsi del premio dell'oro e del corso dai cambi è veramente uno del fenomeni più gravi di questo fortunoso periodo storico nella vita dei paesi belligeranti. Forse nessun problema di ordine economico ha (1) Al 30 novembre la somma totale di buoni poliennali e ordinari (non contando i .buoni speciali eoloeati all'estero) ammontava a 4290 milioni. E nel breve periodo dal 1° luglio ad oggi 'Ila somma raccolta! dal Tesoro mediante' buoni (senza coniare quelli all'estero) va oltre 3200 milioni. meritato, più di questo, studi attenti e richiesto utili provvidenze; poiché trattasi di procurar ripa,ri a un male che ha influenza immediate, su tutta la vita del paese. I cambi inaspriti — in aggiunta alle difficoltà degli insidiati traffici marittimi — rendono olt.reim.odo gravosi gli acquisti che, per necessità, si devono fare all'èstero." Non è meno vero però che la questione del cambio, presso di noi segnatamente, è così complessa e cosi ardua da non ammettere facili soluzioni. La guerra per sé stessa, la eccedenza delle importazioni sulle esportazioni, cresciuta a dismisura, per l'aumento di quantità e più assai per l'aggravarsi straordinariamente del prezzo di tante merci, che siamo obbligati ad acquistare in pochi mercati stranieri- le stremate esportazioni, a causa dei molti divieti" e delle difficoltà dei trasporti; i compensi che vengono' a mancane per le scemate rimesse deglh emigrati, e l'assoluta mancanza del concorso dei forestieri, hanno peggiorato di molto le condizioni della bilancia dei pagamenti fra l'Italia e l'estero. A questi elementi contrari devesi aggiungere (pur non volendovi attribuire unica o preponderante influenza come taluno vorrebbe) le maggiori emissioni di carta, che si riflettono in grado forse meno sensibile, ma continuo e dannoso, sui prezzi di tutte le m Gii* ed Per' assestare, sia. pure transitoriamente, una tale sfavorevole situazione, possono giovare o la esportazione di valori e di titoli di credito su piazze forestiere, o, in difetto o in concorso di essi, l'accensione di debiti ognor crescenti su quelle piazze. Ma anche su la via del crescente .addebitamento all'estero giova di procedere ponderati e cauti, al fine di non gettare copiosamente i semi, per l'avvenire, di una soggezione finanziaria, talvolta non meno pericolosa d'i quella politica. Il Tesoro, se è lecito di affermarlo, non e venuto meno al suo dovere: di conserva con gli Istituti d'i emissione, ha fatto il possibile per regolare e temperare il mercato dei cambi, e non senza qualche efficacia, grazie alle valute procurate da cospicue operazioni finanziarie fatte all'estero, come, d.e.l resto, si trae anche dalla cifra, esposta sopra, riguardante la emissione dei buoni speciali del tesoro pagabili in Valuta stenterà. Non è dato però di misurare il grado di ta.e efficacia, come non è dato determinare lai ragione di influenza specifica dei vari coefficienti del corso dei cambi e dell'aggio su l'oro: coefficienti molteplici e quasi inafferrabili, mentre fra di essi si interpongono fattori psicologici derivanti anche da impressioni prodotte dai notizie, non-di rado esagerate e tendenziose, d'ordine militare e d'ordine politico. Rimane però sempre vero il fatto che dà motivo a tante doglianze, vogliamo dire quello del disagio monetario, che in questi giorni si è venuto esacerbando. , Nei cenni 'Statìstici raccolti nell'ultimo d'egli allegati alla presente è segnato con cifre l'andamento, nei vari periodi, dei cambi sulle piazze con le quali l'Italia ha principali rapporti di affari. Qui basterà chiudere l'acerbo argomento avvertendo che', anche nell'ultimo mese dei 1915 e ne.i primi mesi d'i quest'anno, si vide la curva dei cambi salire, ad alte mete, per poi discendere successivamente a limiti relativamente comportabili (1). Auguriamo che la stessa vicenda abbia a ripetersi pr ossi-m- amen te. Condizioni economiche. In vari prospetti e nei ricordati cenni statistici che poniamo a corredo, della presente -esposizione, sono contenute notizie particolareggiate, non soltanto intorno a,l mercato finanziario e ai corsi dei valori pubblici, dell'oro e dei- cambi, m-a altresì intorno alle condizioni generali del'l'ec-o-n-o-mia nazionale, all'andamento d'elle industrie e del traffici, al com- (1) Veggasi, comparativ amente il corso dei cambi contro l'ire : . , . .. al 17 genn. al 6 dicem. Parigi ......116.25 116.25 Londra...... 32.32 32.32 Svizzera....... 131.50 132.40 New-York ...... 6.80 6.80 Berlino ..... 126.50 106.30 Vienna...... . '84.50 67.90