teggiamento sindacale favorevole alla tecnologia, anche se per ragioni profondamente diverse da quelle esaminate a proposito dei modernisti reazionari. Invece, per un'analisi delle cause di questo atteggiamento, è giocoforza rinviare alla letteratura sull'argomento. La disponibilità sindacale rispetto all'innovazione tecnologica fece sì che buona parte del sindacato tedesco, per lungo tempo, accettasse sostanzialmente il modello capitalistico di produzione, concentrando le proprie rivendicazioni soprattutto sui miglioramenti dei salari e sulla riduzione dell'orario di lavoro. Per evitare un discorso troppo generico, conviene limitarsi ad un ramo industriale: quello delle macchine utensili, cioè delle macchine che servono a fabbricare altre macchine. Questa produzione è alla base dell'industrializzazione moderna ed è quindi particolarmente significativa. Lo stesso Spengler - nel linguaggio emotivo che gli è proprio - riconduce questa tecnologia alla pura tradizione tedesca: tracciando una distinzione tra il parassitismo urbano (che è improduttivo) e le attività legate alla campagna (che sono produttive), Spengler ricollega la tecnica alla sfera produttiva e sottolinea come 1' «uso creativo» della natura da parte del fabbro anticipi l'industria tedesca delle macchine utensili10. D'altra parte, il movimento sindacale ed il suo atteggiamento verso la tecnica (o, come si diceva anche allora, verso la «razionalizzazione» dell'industria), contribuì a condizionare la politica industriale e sociale della Germania11. Una ricostruzione del sindacalismo in questo settore industriale è già stata predisposta da Renate Martens, che colloca ben prima del XX Secolo l'origine dell'atteggiamento sindacale favorevole alla razionalizzazione. Se si prende come esempio l'industria delle macchine utensili, si possono individuare quattro periodi che - con una certa approssimazione - possono valere per l'intero mondo industriale tedesco. Tra il 1840 e il 1880 si forma il nucleo di quell'industria, con un progressivo affermarsi della produzione di massa e, quindi, di nuovi rapporti di lavoro (almeno nelle grandi imprese): accanto alla produzione artigianale incomincia ad affermarsi la produzione industriale, fondata sulla divisione del lavoro e sull'impiego delle macchine. Al centro di questo periodo è la fase espansiva che - con una breve crisi nel 1856-57 - dura sino al 1873, quando l'euforia dei Grunderjahre (1871-73) si conclude con un clamoroso crollo della borsa. 53