L'ECONOMISTA GAZZETTA SETTIMANALE SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI, FERROVIE, INTERESSI PRIVATI Anno XI - Voi. XV Domenica 20 Gennaio 1884 N. 507 IL RIBASSO NEL SAGGIO DELLO SCONTO Sembra destinato da qualche tempo che una certa scuola di economisti abbia a ricevere continuamente le più solenni smentite dai fatti a proposito della situazione monetaria. La esperienza li aveva veramente ammaestrati a essere guardinghi nel minacciare ad ogni istante dei grandi cataclismi che avrebbero sconvolto od agitato il mercato monetario europeo; e molte volte nelle’ colonne del nostro Economista abbiamo avuto occasione di rilevare gli errori in cui erano caduti coloro i quali, mal erigendo i loro calcoli, o vedendo le cose da un punto di vista adulterato da preconcetti, non tenevano conto nelle loro previsioni che degli elementi dai quali potevano trovar appoggio le loro premesse arbitrarie. — Al periodo delle fallaci profezie, e quindi dei disinganni, era però succeduta un’epoca di abilissima prudenza ; l’esito del prestito e dell’abolizione del corso forzoso così felicemente riusciti all’on. Magliani contro le previsioni dei pessimisti aveva consigliato tale prudenza, la quale in ultima analisi risolvevasi in uno sfoggio di suprema abilità, poiché nel mentre si trattavano in apparenza le più gravi questioni economiche si comprendeva la necessità di non compromettersi ulteriormente in alcuna conclusione. È così che uno dei più arguti economisti francesi esaminando in questi giorni uno di tali scritti affermava di avervi incontrate tutte le qualità pregevoli, meno la opinione dell’autore sull’argomento che aveva impreso a discutere. Però in questi ultimi giorni parve ad alcuno che qualche sintomo si verificasse per cui il pessimismo potesse essere novellamente sostenuto. E malgrado i recenti insuccessi toccati a simili previsioni, si cominciò a dire che la questione monetaria va a riaprirsi, che la nostra posizione davanti al mercato europeo era tutt’altro che solida, che infine dovevasi pensare seriamente per non veder rovesciato tutto l’edificio della economia nazionale. Ma non erano ancora svaniti gli echi di questo primo lamento che il Banco di Napoli prima, le altre Banche di emissione poi, quasi volessero smentire, con irriverente fretta, le tristi previsioni de’grandi uomini abbassarono lo sconto del 5 al 4 e 1|2 per cento. Il fatto — è pur necessario rilevarlo se altri si compiace di veder nero anche là dove meno motivo giustifica tali allarmi — il fatto del ribasso dello sconto per parte dei nostri istituti maggiori di credito è segno che il mercato monetario non solo si mantiene nelle ottime condizioni nelle quali si è trovato recentemente, ma ancora che va notevolmente migliorando. Non è quando i vicini paesi, coi quali abbiamo la maggior parte dei nostri traffici commerciali, si trovano minacciati da complicazioni guerresche in lontane regioni, non è quando l’Europa intera paventa la guerra tra la Francia e la China e quindi i valori pubblici subiscono in generale oscillazioni molto rapide e violenti, che i nostri istituti di emissione, i quali per le condizioni particolari del paese sono inclinati piuttosto ad eccessiva prudenza, abbasserebbero il tasso dello sconto. Vuol dire che le condizioni del mercato monetario ed in genere le condizioni del credito e , del commercio sono ritenute dai più oculati finanzieri tali da permettere una diminuzione nella altezza di quelle misure colle quali le Banche di emissione sogliono proteggere le loro riserve metalliche. Noi ci felicitiamo pertanto di questo avvenimento il quale producendosi in circostanze tali da lasciar temere piuttosto una opposta misura, mostra che la situazione del nostro paese è valutata non solo prospera, ma solida così da poter consigliare delle facilitazioni anche nei momenti in cui meno tranquilli sembrano i mercati esteri. E se la meta nostra deve essere per intanto quella di rendere il mercato italiano indipendente dal mercato forestiero, è certamente prova di aver fatto su questa via un passo gigantesco, quella di diminuire il tasso dello sconto proprio nel periodo in cui i mercati degli altri paesi si mostrano meno tranquilli. E come è nostro costume non illuderci soverchiamente quando nessuna buona ragione spinga all’ottimismo, così segnalando ai nostri lettori questo fatto che, a nostro avviso, ha una grande importanza per il momento in cui si verifica, vogliamo trarne prova convincente che dall’alta Banca del paese non sono condivisi quei timori che in alcuni sembrano oggi riprodursi sulla condizione monetaria del mercato europeo. IL PROGETTO DI LEGGE SULLE BANCHE DI EMISSIONE Il progetto di legge presentato alla Camera dei Deputati dai Ministri delle Finanze e di Agricoltura e Commercio ha indubbiamente una tale importanza da meritare di essere preso in serio esame. Esso è preceduto da una lunga relazione, la quale ne spiega i motivi e che, per le gravi questioni che solleva, merita alla sua volta di essere seriamente letta e meditata. E noi ci riserbiamo di far l’una cosa e l’altra. Per ora ci limitiamo ad accennare i punti principali