J,a .vele?.ione alla rovescici 176 « Non sinmo ancorn abbnstnuza scientifici I badavnno pertnnto :t gridnre i maestri. - In Ger mania, in Germania! Lf son o le uberrime fon t i cle l sn.pe re I ,. I poveri neofiti sgobbavano, viucevano le borse di perfezionnm en to, correvnn o in German iiL, foce vano ogni sfor zo per in te clescnr si. Ne ho conosciuto qualcuno cho, non miope, inforcavn occhinli cli puro vetro, non calvo, si rndeva In zucca a til di rasoio, p er somigliare a n ch e nel1' nspetto nel nn filologo te desco. Ma tutto e ra inutile. Qui, clove fiori sce il mirto, In f!lolog iiL scie ntifica non si acclimavn. Veni va su ste ntata, ca chettica , con lo fib re attoss icate. Herr Eselkopf, p e r quanto b enevolo, non poteva non accorger s i cli ta.uta miserin. No n ritirò l' augusta. sun protezione, ma trattò i fnmnli di q ui e la loro produzi!?ne col massimo disprezzo. Tutti i sassolini fan brodo (son proprio brodi di sa ssolini); nm quelli itn,_lilmi, Eselkopf non li raccattava neppure. Vo' dire che i filologi ted eschi , pm· proclamando che « bisogna tene r éonto di tutto », dei lnvori Rct•itti in It1ilia non tene~ano i l menomo conto, anzi si guardavano be n e pur dal c itarli. E i filologi italiani talvolta stre pitavano un po'. ìYia .come i citccioli, che g uàiolnno li per li alle legnate, ma finiscono per ritenere dotato di poter sovrumano chi glie le hn a ppioppate sul. gl'oppone.