r ' \.q il La macchina in funzione 119 1· j; longitudine. Bensl perché abbiamo comuni certe m emorie, certe fedi, certe spe r~iuze, certi sentimenti, certo 1inssioni. Questo' p atrimonio comune è retaggio . dci nostri a nt ichissimi padi·i ; e viene tra smesso, di secolo in secolo, dalla letteratura. La letter o.turn è il ponte g ittato fra il pus alo e il presente , il mezzo per cui i nostri g randi avi rimangono seinpre fra noi, c i favellano, ci dànno continuame n te il frutto 1ire~ioso d ella l oro secolare • esp e rie nza. E p er ché questo pntrimonio è tnuto r icco e fnlgido, n oi ci sentinmo orgogliosi cli possecle rlo. Ogni scritto è composto, s i, cli pnrole; ma ài -parole che cadendo ne lle anime germog liano v ita . L e parole di Dante, le paroltJ clel Petrarca, cle l ìlfochi:ivelli, clell' Alfieri, cle l Foscolo, tennero clest:t n e l c uote clegli Italiani 1:1 sacra coscienza d e lJn, }ll'Opri1t nobiltà, Che , t rionfando infine d'ogni ins idi1t bnrba!'icn, eruppe clnlle te n ebre alla nuova luce fulgente. ì\fa quando Herr Philologns ' ri fa p era nasi che il primo clovere d egli Italiani non è q nello di sapere a memoria ht Divina CommctUa, bensi quello di .collazionarne minutamente tutti i codici, o cli rifor· marne la · grafia e la punteggiatura., sino a rendere illeggibili i' versi pili. sublimi; allora, c1uando vi siate bene imbevuti di codesta per su;:isione, sarete pure convinti ch e cer care u ei nostri grandi scrittori