Prefazione XXVI ,, gioa à 01·ainrii conol1tso per sempl'e » , 1lfa io non ho detto questo. Ho eletto ohe il sano lavo1·0 .filologico olle si potevci fare intorno ·ai grandi clg,ssioi iJ quasi interamente esa1wito. 1lfa siccome rioonosco ohe il primo stmlio cl' ogni itisoipUna storica, oioìJ la raccolta e l' epnrctzione del materiale, deve essere severamente filologico; ò cltiai·o ohe, fi·1wlu1 ci sm·a.nno ooclioi nnovi esplomre, fiiwlté verrwnno alla l·nce 1wove -iscrizioni od epigrafi, sinché l'Egitto segnitimì cul o:fl'riroi . ·i nuovi clo11·i, ohe, per dire la veritcì, a me non sembrano tanto magnifici qwmto sembrano cil Buonainti; -in tutti q11estf oasi, anche secondo m.e, il mctoclo st1·ettamente filologico trovertì la sna ragion cl' essere nobile e legittima. Però, senta il Bnoiutiuti. Queste ragioni le vada a rife)· ire a qualmino dei filologi cmtentiei, claglf zelatori del pnro 1netodo filologico scientifico, e sentirà. Si sentircì dare del clilettante. Gite papiri d' .Jj)gitto I .La filologia i·1j1ete la s·ua rngion d'essere da sé -medesima, come il Orcat01·e clell' nniverso. È fine e noit giù mezzo. Jlfanipolare i testi,_ mantr·ngiwdi, emendarli, snppUrli, potai·U, infiocchettarli, allontc1nar1ti dai codici, riavvicinarsi ai oodioi, riallontanaraelle, · 1·iriavvicinarcis-i, stampare i ?nembri ?'itmici l' mio diet.ro l' altrn, in versi l·nngki, riditrre ·un'altra vol-'" i , ,,; »i lunghi fa membrett·i e Botto~nembi·etti ritmici, q·1wsto ibis redibis è il vero e proprio lavoro da \. ..::=--:-:--- -- - - - ~~ =-· ~- =-:--=--=--:::-==== - :..:-=:-::.:·-""-= · .==='O==i-===:"- •• liill