18 Prefazione soere, ebbi sempre rapporti cordiali: per qualcuno di essi debbo ancora, nonostante In guerra, uutril'e stima ed affetto. :::** I 1· I'. ·Nel momento di abbandonare alla sua sorte questo mio libro, . prevedo che qua lcuno, lettolo, potrà farmi una ovvia obbiezione: « Ammettiamo pure che eia giusto il quadro clinico che voi avete tracciato del metodo scientifico tedesco. l\:Ia qmtnto riRponde al vero la immagine che dnlle v_oetre pagine si ricaverebbe, d' una Università italiana interamente minata e mal ridotta dal morbo germanico? Non ci sono forse molti professori, gio· vani e non giovani, i quali, sebbene abbiano formata la loro cultura su libri tedeschi, sebbene abbiano studiato in Germania, mantengono intatta quella indipendenza e quella italianità di metoc1o ohe voi augurate. agli studi italiani? ». È vero. Ma sono floridi rami travolti in unn torbida fiumana: nel loro complesso tanto le Università quanto le Accademie, che hanno poi non piccola influenza angli studi superiori e sopra ogni ordine di stud'.!., sono tuttavia quasi interam ente infeudate agli stolti pregiudizi del ·metodo scien· tifico tedesco. E perciò, muovi pure Renza esitazione, oh mio