132 Minerva e lo Sci11imione e _riordinare In" cultura languida e dispersa. Como principalissimo tramite di tale riordinamonto, si presentavano, naturalmente, le Uuive1·sit.). E quindi si procede' ad organizzare ed unificare le molte Università italiane, cho, per ben cognite ragio.ni , era.no diversamente ordino.te, e s' erano and ate immiserenclo, dove piu, clove meno, in tutte le r egioni. · Stabilito il piano unico di riforma (legge Cnsati clel 1859), emerse la necessità di ci'ear nuovi iirofessori. E, quasi per miracolo, si trovò un m1 cleo d' uo1nini insigni per dottrina, pe r iu gegno, per carattere: Carducci, De Sanctis, S ettembrini, Bonghi, Compnretti, D'Ancona, Amiu·i , Villari, B1u:toli (Atto Vannncci, storico insigne, e 11er nostra v e rgogna quasi dimenticnto, nou ebbei, eh' io sapviu , cattedra univereitarin,). Questi uomini non provenivano cla vernna scuola teclesca. Er11110 tutti cli faburica paesana. Il De Sanctis, come tntti sanno, usciva dalla Scuola del Paoti. Il poeta clei G·i ambi ecl epocli aveva studiato dagli Scolopi. Il Settemb1·ini s' ern tirato su per avvocato, per avvocato il Bartoli, per notaio , e l'esilio gli troncò g li studl, Alessandro D 'Anconn. Michele Amari era _impiegato alla Tesoreria di Stato in Sicilia, Ruggero Bonghi • o bene o male, venne su da sé •. ~l Coruparétti spiccò 1'11ltissimo volo verso il mondo ellenico dagli alberelli e dalle