L ri fil ologia di ventiira 161 sen so e di monte nou ta , ne riconosce la g offaggine e lit puerilil1\ , e le oom ba,tte con finezza e con 1trg uzin., diver te nd ocis i, sen za badar e n.Jle proteste di Tizio. Il q uale, sol o d opo l ' inter:i confutazione riesce 1t fn.r intender e che quegli a rgome 11 t i non s ono snoi , bene! d i E selkopf, e che egli 1tnzi v u ole confu!1trli. Mome n to cli silen zio imbM·1tzz1tto: e poi, incr edibile se 11011 l'avessi u d ito con le mie 01·ecch ie, gli argomen ti cli E selko}1f so110 itccottati come assiomi , e confutat1t 1t11imosamen te la con futazione cli Tizio. U n altr o fil ologo, :L uu g iov ine ohe g li ha inviato nn volttme di ci nque o seicen to pagine, riaponde : « H o le tto cou piacer e il s uo diligente /all)oretto. H " cons u ltato l' opem de l Wil a,mowitz? • (sm·a,nno s ta te una, dozzin a, di pagine s l e n o). Te i·zo ed .u ltimo n.necldot o. Ad nu esame, uno scola ro dice ch e sotto l' a,pp a,renz1t scherzosa le satire cl' Ornzio n ascondon o un contenuto serio. E il filologo pro fessor e. p er entoriltmente : • Un t otlesco le ha chia mate eine laohenc1e Sat·ir » , Capite? M ica Buechele r , o, che so io. - UN TJiJDEsco. Tanto nomini ·1m llm n par elogi1111n. - E per non essere bocciato, lo scola-ro dove' striderci. j\'fo - tore, - inte rrompe a quest o punto l'arguto l ete che r nzzf'\ cl' uomini erano quelli invas i Ro»AONOLt 11