I44 ANTICHI E MODERNI cronaca in prosa, qualche volta già in versi; e col ritratto dell'assassino, o dell'uomo illustre, secondo i casi. Se non che a quei tempi le riproduzioni non erano così facili; e il sor Adriano teneva a portata di mano due cassette di clichés in legno già pronti, una d'orrendi ceffi, e un'altra di nobili volti; e ci pescava a caso. Quando accadde il fattaccio Fallani - qualche lettore non più giovane se ne ricorderà - subito uscì la storia col ritratto. Ma la mattina dopo un signore entrò in tipografia gridando: - Dov' è il padrone ? - « Pareva la tromba del giudizio n, raccontava poi il sor Adriano. - Eccomi qua: in che posso servirla? - Mi ha beli' e servito, caro signore. Mi guardi in viso .. .. Il sor Adriano guarda e allibisce. Era l'assassino secondo la « storia n del Salani; ma secondo la storia vera, era Tamagno. E il sor Adriano: - Tamagno? ! Quello che canta il Poliuto come un angelo ?. .. La deve sapere che io ci ho due cassette .... e iersera nella furia invece di pescare in quella degli assassini pescai in quella degli uomini illustri .... Naturalmente si separarono amici. Canzonette e storie andavano a ruba. Dal torchio di legno passò in pochi anni a un bel torchio di ferro, e dalla stalla a un locale modesto ma decente, ancora in via San Niccolò. Cominciava l'esportazione per tutta la Toscana e più in là. Per la città aveva a suo servizio strilloni infaticabili di gambe e di gola. C'era, si sa, qualche momento di ristagno: il delitto celebre non è sempre pronto. Una mattina gli strilloni si presentano al principale: - Sor Adriano, gli è parecchi giorni che non si