244 ANTICHI E MODERNI condannandolo a un inevitabile e spesso irrimediabile stupidimento. I vantaggi del maestro unico eran grandi, anche se il maestro era mediocre; quando maestro era un padre Manni, erano tali, che a tanta distanza d'anni, pur insegnando in altro ordine di scuole, debbo io vecchio ringraziarne ancora la sua memoria e la Provvidenza. Ho letto e studiato da allora Virgilio, l'ho interpretato e lo interpreto a giovani già maturi, ho imparato tante cose da filologi eminenti, ma sempre, traducendo e commentando, mi accade di sentire che non solo non s' è spenta in me la voce del buon maestro, ma che quasi involontariamente cerco d'accordare la mia d'oggi alla sua d'allora. Non io certo dirò che non dovessero e non debbano i maestri delle Scuole Pie tornare anche a più severi studi di lettere, come già v' eran tornati per le scienze i lettori insigni dell'Osservatorio Ximeniano, la cui gloriosa tradizione è ancor viva; e per riprendere la buona via non avevano e non hanno che da riaccordarsi a quegli scolopi ellenisti filologi e archeologi - come il Puliti e il Corsini - che per quasi tutto il 700 onorarono e illustrarono l' Università pisana. Ma c' è qualcosa che preme di più, se le Scuole Pie hanno ad essere ancora quel che furono per tre secoli, ed è che non si spezzi, ma anzi. si riannodi ben salda quella tradizione didattica e pedagogica tutta loro propria, senza la quale neanche il padre Manni, benchè maestro nato, benchè alto ingegno e gran cuore, sarebbe stato quello che fu. Più volte ho detto cc maestro nato »: dovevo dire, e dirò ora concludendo, cc scolopio nato ». Ricordavo cominciando come a una mia domanda sulla sua vocazione scolopica, egli mi rispose una volta : - Fu una cosa che