59 CARLO MENABUONI 0 nato ai primi del 1916 aspirante, fece parte del l6I di fanteria, che era allora in Val d' Astico; e diede subito prove di un coraggio tranquillo, non ostentato ma continuo, com'era della sua schietta natura. Nell'offensiva austriaca del maggio 1916, meritò d'esser citato all'ordine del giorno con la sua compagnia e si conquistò, egli e i suoi, il nome di Leoni del Cortesin. Pur troppo, tanto eroismo non ebbe premio. Li accerchiarono - dieci contro uno -, ne fecero strage, trassero prigionieri i superstiti. Il Menabuoni fu tra questi. Non""Oso chiamarlo fortunato, perchè il piombo austriaco gli avrebbe risparmiato una morte tanto più triste. Dal 24 maggio del 1916 al dicembre del '18 stentò in uno di quegli orribili campi di concentramento presso Vienna, dove i nostri patirono la fame - derubati degli aiuti che la nostra incorreggibile ingenuità credeva sacri anche al nemico -, scherniti da una soldataglia, che li disprezzava perchè prigionieri, li disprezzava perchè italiani, ed era sicura che la guerra sarebbe finita con la nostra sconfitta e la nostra vergogna. E tra gli oltraggiatori - e non tra i meno crudeli - c' eran anche di quelli, non pr~priamente austriaci, che finita la guerra dovevano, con una disinvoltura che nella storia non ha esempio, venirci a dire candidamente: - Abbiamo vinto insieme! - Carlo Menabuoni era - e questa sì fu una fortuna per lui troppo sicuro della vittoria, per disperare pur in mezzo a quell' inferno. Non disperò; sopportò; si fece, quanto poteva, utile ai suoi compagni di pena; aspettò con animo sicuro il giorno della sua liberazione e del trionfo d'Italia. E aspettando, meditava e studiava per riprendere poi, con più ardore, i suoi studi regolari.