162 ANTICHI E MODERNI Principe è una cattiva azione. Non ci basta, credo, per due ragioni. La prima è che quanto il Machiavelli insegna con sincerità, a fronte aperta, senza infingimenti ipocriti, troppi altri l'hanno praticato pur predicando tutto l' opposto. Il principe di Metternich nelle sue Memorie non fa che predicare contro il Machiavelli la lealtà, l'onestà, la morale nella politica e nella diplomazia: in pratica fece precisamente il contrario sempre. Per noi, davanti a tali avversari (e la storia ne ricorda molti), la figura del Machiavelli giganteggia sempre più. E più che mai se col suo nobile machiavellismo ispirato dalle tristi condizioni d'un' Italia ((schiava e vituperata n, confrontiamo il piccolo imbecille machiavellismo dei governi parlamentari, che patteggiano con rossi e neri in segreto e subito spergiurano in pubblico, e colti sul fatto gridano come la meretrice del profeta, forbendosi la bocca, - non ho peccato! -. L'altra ragione è che la questione è in sè stessa, praticamente, molto più complessa di quel che pare. Tra uomo e uomo è doverosa sempre la lealtà, anche contro il proprio interesse. Si deve applicare sempre, in tutto, questa massima semplice alla politica e ai governi? Non dico che non si debba; ma so anche che Camillo di Cavour e Ottone di Bismarck furono machiavellici, qualche volta, fino al cinismo. E il Manzoni, che lo sapeva, applaudì il gran Ministro .... Non diciamo dunque troppo male del Principe. È un libro onesto, almeno per questo, che è chiaro. E poi, non è tutto quale apparirebbe da quelle citazioni. Ci sono tante cose più semplici e sempre vere: - «Non è di poca importa.,nzia a uno principe la elezione de' ministri; li