frontiere, provocando stati d'animo ed azioni politiche che presto o tardi permetterebbero al popolo tedesco I' espansione e il predominio sugli Stati vicini. Fedele alle sue tradizioni, il governo italiano scelse quest'ultima via, nella speranza che il tempo avrebbe mi· tigato molte asprezze del momento e avrebbe dimostrato agli alloglotti altoatesini che in uno stato nazionale, ma democratico, le questioni linguistiche si possono risolvere con reciproca comprensione, senza violenze. Questo fu il programma del Governatore della Venezia Tridentina, il Senatore Prof. Credaro. Ciò, del resto, combinava coi propositi espressi nel proclama del 18 novembre 1918 del generale . Pecori-Giraldi in cui, se si prometteva alla minoranza italoIadina I' insegnamento nella lingua materna, pure si accorda va il diritto ai nuovi cittadini di lingua tedesca alle scuole tedesche e alla bilinguità di tutti gli uffici nelle zone mistilingui e si assicurava la volontà di _evitare una politica nazionale o razzista e di trattare fraternamente gli allogeni (6). Ma il saggio programma di non considerare i· sentimenti e le predilezioni dei Tedeschi atesini al momento dell' annessione come deliberata ostilità all'Italia (Ciarlantini, 1919) (7), (6) Egualmente ispirato ai principi di libertà fu il discorso del Re ali' apertura alla Camera della nuova legislazione al 1° dicembre del 1919. Sottolineando il fatto che l'Italia aveva raggiunto colla guerra i suoi confini naturali, Vittorio Emanuele si richiamava alle antiche tradizioni di libertà che imponevano il rispetto alle istituzioni locali autonome e alle costumanze tradizionali, nella certezza di fare dei nuovi cittadini dei preziosi collaboratori per il progresso della nazione . (7) Si r icorderà, per esempio, che, proprio nei giorni della cala· strofe austriaca , ai 13 ottobre 1918, vi fu a Bressanone una riunione popolare che richiese non solo la conservazione dell'Alto Adige alla monarchia austriaca , ma il mantenimento di tutto l' antico Tirolo nei suoi vecchi confini, compreso il Trentino, fino alla « Berner Klause » (la Chiusa di Verona). Ciò avvenne, dopo che i giornali austriaci avevano già pubblicato il testo del Trattato di Londra, quando cioè le illusioni erano tramontate. Il così detto °' Tiroler Nationalrat » composto di 25 membri autonominati, funzionò per tutlo il novembre, obbedendo agli ordini trasmessi dalla vecchia capitale del Tirolo da cui direttamente dipendeva ; Pecori·Giraldi lo sciolse ai 19 gennaio 1919. Il centro della più ostentativa agitazione antitaliana fu il mu· nicipio di Bolzano sotto la guida del podestà Julius Perathoner che si arrogò diritti molto più vasti di quelli che spettava ali' ammini· IO -