18 marzo 1877 L’ECONOMISTA 327 (703 chil.) la cui costruzione è costata in media più di 16,300 st. il miglio. Alcuni tratti sono stati costosissimi a cagione della lunghezza dei viadotti e dei tunnels. Alcune parti della linea che s’inoltra verso l'interno della colonia presenta delle costruzioni così ardimentose e gigantesche e dei punti di vista così incantevoli che hanno fama di non trovare altrove niente che le sorpassi, il treno si avanza sopra i fianchi della montagna e per mezzo di una strada in zig-zag, traversando e viadotti e gallerie, si eleva a 1000 piedi sopra il livello del mare. Quando questa linea sarà compiuta ossa conterà sopra una lunghezza di 100 miglia centocinque ponti, otto viadotti e dieci tunnels. Il traffico sopra le linee cresce rapidamente e i loro prodotti sono passati da 168,000 sterline nel 1866 a 614,617 nel 1873. Il loro prodotto lordo chilometrico nel 1875 è stato di 1,406 sterline di fronte ad uno di 83o sterline del 1869, ed ad uno notevolmente più debole negli anni antecedenti; presenta cioè in se^anni un aumento del 69 0(0. Le spese di esercizio” sono state nel 1875, di L. st. 296,174 ed hanno quindi lasciato un prodotto netto di 318,473 sterline; queste spese rappresentano così il 48,18 0[0 del prodotto lordo mentre dieci anni or sono ne rappresentavano il 65 0|0. L’interesse ricavato col prodotto delle ferrovie da tutto il capitale impiegatovi era nel 1869 deli’1,88 0|0, nel 1871 di 2,58 0|0, nel 1873 di 3,64 010, nel 1874 di circa il 4 0|0 e nel 1875 del 4,39 0|0. Alle 437 miglia di linee in esercizio alla line del 1875 possono aggiungersi adesso molte altre miglia di ferrovia che sono sul punto di essere aperte al pubblico e che unite alle precedenti formano una rete dalla lunghezza totale di miglia 692 1 [2 (1114 cliil.) ; è questa una cifra che non è per se stessa imponente, ma che, ragguagliata al numero degli abitanti, dà una proporzione molto più forte che non esista in qualsiasi paese di Europa ed alla quale vanno inoltre aggiunte altre 561 miglio e mezzo di ferrovia (903 chil.) di i cui progetti sono già stati presentati all’assemblea legislativa e gran parte ha già ricevuto la sua approvazione. Alle ferrovie Australiane si offre palesemente la prospettiva di un brillante avvenire, il quale dovrà naturalmente seguire le sorti dello sviluppo commerciale della colonia che tende fin d’ora a prendere un’ importanza considerevolissima. Gioverà il seguente prospetto a dare un’idea della rapida progressione di questo sviluppo nella Nuova Galles meridionale, la quale pochi anni or sono non esercitava che un piccolo numero di scambi quasi esclusiva-mente con la madre-patria. Importazioni Esportazioni Totale 1833 Ls. 1,114,803 Ls. 682,193 Ls. 1,796,998 1833 » 4,668,519 » 2,884,130 » 7,552,649 1870 » 7,757,281 » 7,990,038 » 13,747,319 1875 » 13,490,200 » 13,671,580 » 27,161,780 Queste cifre bastano per se stesse a dare un idea della prosperità senza esempio della crescente colonia, esse si rendono pertanto anche più salienti se vengono confrontate con le cifre denotanti il movimento commerciale di alcune delle più graudi nazioni. Movimento Movimento Paesi commerciale commerciale complessivo per ciascun Austria e Ungheria v (1872) Ls. 97,462,246 Ls. 2. 14. 3 Francia....... . (1873) > 320,000,000 » 8f 17. 9 Russia Europea. . . . (1872) » 113,875,000 » 1. 15. 9 Gran Brettagna . . . (1873) » 682,292,137 » 21. 8. 10 Stati Uniti..... . (1874) . 230,737,876 » 5. 19. 8 Nuova Galles del Sud (1874) » 23,639,342 » 46. 14. 3 Questa massa rilevante di affari riceve impulso da forti e numerosi stabilimenti di credito. La co- .......vi VUIIPU, UU \j\J- Ionia conta dieci banche, cinque delle quali hanno un capitale Ira un milione ed un milione e mezzo di sterline. Di queste dieci, cinque hanno la loro sede principale a Sidney e contano più di 230 succursali nella colonia, alcune di esse danno dei dividendi del 12, del 16 e perfino del 25 0|0- I depositi dei privati presso queste banche si elevavano alla fine del marzo 1876 a 14 milioni di sterline. L aumento del commercio della colonia avviene non già a dispetto della sua tariffa doganale, bensì mediante il suo ajuto. Il sistema della libertà del commercio fu inaugurato nella Nuova Galles del Sud da un uomo illustre preposto alla testa del suo governo, il cui nome merita di esser qui ricordato Sir Edward Deas-Tbornson, e questo sistema è penetrato talmente nello convinzioni e nelle abitudini degli uomini pubblici che se le spese del governo lo permettessero tutte le dogane sarebbero chiuse e tutti i porti sarebbero pienamente aperti. Ciò non impedisce per altro che lo sviluppo delle industrie, della colonia tenga dietro di pari passo allo sviluppo del suo commercio, che anzi nonostante il rapido aumento del movimento commerciale l’importazione di moltissimi articoli che le manifatture della colonia sono adesso in grado di produrre da se, si è notevolmente ristretta, come è avvenuto per le pelli conciate, (da 1,325,000 sterline negli anni 1860-64 a 236,000 st. negli anni 1870-74) il legname segato (da 240,500 st. nel 1860-64 a 70,000 st. nel 1870^74) e i tessuti (di cui l’annua importazione è diminuita di 700,000 st. da quello che eri dieci anni fa.) Nè ciò basta, ma e ancora più soddisfacente il considerare che I accrescimento del movimento commerciale non si è verificato nel commercio di transito sibbene nello smercio dei prodotti della stessa colonia. Un sistema diverso ha prevalso nella contigua colonia di Vittoria ove la legislazione commerciale è stata informata da uno spirito di restrizione eccessiva; quivi se gli effetti di questa politica non hanno valso a deprimere lo sviluppo commerciale della